Di Luca Franceschi
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Da due settimane sono centinaia i sindaci e gli amministratori dei Comuni esclusi dall’elenco dei Comuni montani che attendono una risposta dal governo. Dopo ore di viaggio da tutta Italia, questi rappresentanti territoriali si sono presentati fin sotto Montecitorio, costretti a raggiungere la capitale poiché le loro lettere e i loro appelli non avevano ricevuto ascolto dalle istituzioni.
A questo punto, secondo quanto sostenuto, non sono più sufficienti parole vuote: servono interventi concreti e immediati. Il Dpcm che darebbe efficacia al taglio dei finanziamenti non dovrebbe essere firmato dalla presidente Meloni. La questione è urgente perché gli Uffici scolastici territoriali stanno definendo in queste settimane gli organici e le classi: i Comuni coinvolti devono ricevere rapidamente una comunicazione ufficiale su poter continuare ad applicare i criteri di favore previsti per i comuni montani, con classi anche da 10 alunni, oppure se dovranno affrontare il rischio di accorpamenti con soglie minime superiori.
Il problema, tuttavia, non si limita solo al settore scolastico. Sono in gioco anche le agevolazioni per le imprese agricole nelle zone svantaggiate e molte altre misure di sostegno essenziali per territori già vulnerabili. Sottoscrivere quel Dpcm comporterebbe infliggere un danno gravissimo a oltre 700 Comuni italiani.
A fronte di questa situazione, la proposta di legge Sarracino-Schlein, presentata la scorsa settimana, rappresenta una soluzione concreta. Consente di bloccare questo percorso ritenuto sbagliato e di ricominciare da zero, con criteri trasparenti e con un effettivo coinvolgimento dei territori. Inoltre, prevede un significativo aumento delle risorse del Fondo per la Montagna, su cui il centrodestra non ha aggiunto risorse rispetto al precedente Governo.
Se il centrodestra dimostra genuina considerazione per questi Comuni, dovrebbe sostenere questa proposta. Il ministro Calderoli ha provocato una reazione trasversale, condivisa da amministratori di ogni orientamento politico. In questa fase è necessario che la maggioranza si risvegli e assuma le proprie responsabilità: i territori interessati richiedono risposte immediate, non rinvii futuri.
