(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La relazione del presidente della CNA ha fotografato i nodi che oggi soffocano il mondo artigiano e la piccola impresa. I costi insostenibili dell’energia, l’accesso al credito sempre più difficile, il peso delle polizze anti-catastrofali, gli adempimenti burocratici.
Purtroppo, l’azione del governo è assolutamente inadeguata e deludente ed è tempo che le associazioni d’impresa ne prendano atto: i loro allarmi rimarranno inascoltati e la legge di bilancio appena presentata aggraverà ulteriormente la situazione.
Il divieto di compensazione per i crediti d’imposta è una scelta inspiegabile, che mette in difficoltà le imprese più esposte e colpisce la loro liquidità. Allo stesso modo, la nuova versione di Transizione 5.0, con il ritorno a super e iper ammortamento, rischia di essere un passo indietro molto pesante, tagliando fuori gran parte delle micro e piccole imprese, cioè proprio quel tessuto produttivo che avrebbe più bisogno di essere accompagnato nella transizione digitale ed energetica. Nulla di fatto, infine, sul tema dei costi dell’energia, da parte di un governo molto più sensibile agli interessi delle grandi compagnie energetiche che alle bollette delle micro e piccole imprese.
Le imprese artigiane rappresentano un pilastro dell’economia italiana, generano occupazione, qualità, coesione sociale. Per stare davvero al loro fianco, serve una strategia diversa: meno burocrazia, una politica per favorire l’accesso al credito, energia a costi competitivi aprendo alle PMI i contratti di lungo periodo, incentivi realmente utilizzabili da chi produce. È su questo terreno che si misurerà la capacità dell’Italia di tornare a crescere.”
