Di Luca Franceschi
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Sandro Ruotolo, responsabile Informazione del Partito Democratico, eurodeputato e membro del gruppo di lavoro sull’implementazione del Media Freedom Act, commenta il richiamo del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sull’urgenza di adeguamento normativo. L’appello del Capo dello Stato è deciso e inequivocabile: l’Italia deve colmare il divario nell’implementazione della direttiva europea. Si tratta di una responsabilità politica dalla quale non è possibile sottrarsi, e il tempo a disposizione per agire si sta esaurendo.
Il ritardo accumulato dall’Italia rappresenta un pericolo concreto e tangibile. Senza una rapida conformità alle normative europee, il Paese rischia di essere sottoposto a procedura d’infrazione, con conseguenti sanzioni economiche e un danno significativo alla credibilità internazionale. L’Italia si trova attualmente tra i 17 Stati che hanno ricevuto una comunicazione ufficiale di richiamo dalle istituzioni europee, mentre soltanto due nazioni hanno completamente adempiuto agli obblighi previsti. Una situazione che Ruotolo definisce inaccettabile.
Il contrasto tra le richieste europee e la direzione politica interna risulta stridente. Mentre l’Europa chiede al nostro Paese di rafforzare il pluralismo mediatico e l’indipendenza editoriale, proteggendo inoltre da pratiche illegittime come l’uso abusivo di strumenti di sorveglianza digitale, la maggioranza governativa propone riforme della governance della RAI che prevedono l’abbassamento delle soglie per la designazione dei membri del Consiglio d’Amministrazione. Tale orientamento procederebbe in direzione diametralmente opposta rispetto agli obiettivi dell’Unione europea.
Il Media Freedom Act rappresenta un regolamento direttamente applicabile nei sistemi giuridici degli Stati membri, costituendo un progresso storico per la tutela e il consolidamento della libertà di informazione in Europa. Tuttavia, la semplice approvazione formale della norma non esaurisce l’impegno richiesto: è indispensabile procedere con l’effettiva e completa applicazione di tutte le disposizioni previste.
Secondo Ruotolo, ogni ulteriore dilazione nei tempi di attuazione compromette il rispetto del principio di pluralismo nel nostro sistema informativo e determina l’isolamento progressivo dell’Italia nel contesto europeo. Per evitare conseguenze danose è necessaria un’inversione di rotta immediata e risolutiva.
