(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La telenovela della legge di bilancio è finalmente terminata, ma il finale è tutt’altro che lieto. Dopo settimane di litigi e scontri interni, la maggioranza porta a casa una manovra che certifica divisioni profonde e una clamorosa assenza di visione.
È una pura illusione pensare di superare la stagnazione dell’economia e affrontare una crisi grave e strutturale come quella che ha investito l’industria italiana facendo leva solo su incentivi agli investimenti.
Senza interventi sui costi dell’energia e senza misure per sostenere filiere in crisi profonda, dall’automotive alla siderurgia, questi strumenti restano insufficienti e inefficaci.
Forse le agenzie di rating saranno soddisfatte, ma la condizione difficile di tante famiglie e imprese non cambierà di una virgola. Il conto della manovra lo pagano lavoratori e cittadini: a fronte di un modesto sgravio IRPEF, la sanità pubblica e molti servizi essenziali restano nettamente sottofinanziati. Il Governo respinge ancora una volta l’introduzione del salario minimo e, in compenso, aumenta di tre mesi l’età di pensionamento e taglia le risorse per la previdenza dei lavoratori precoci e usuranti.
Sipario. Ma senza applausi: questa manovra non rilancia l’economia, non affronta i problemi sociali e lascia l’Italia più fragile e più sola di fronte alle proprie debolezze.”
