Di Luca Franceschi
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Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare, ha espresso la solidarietà nei confronti di Antonio Sabino, sindaco del comune flegreo di Quarto nel Napoletano, in seguito alle gravi minacce ricevute sui social network. Questi messaggi intimidatori sono stati postati in risposta alla demolizione dei silos dell’ex cementificio che era stato confiscato alla camorra e successivamente restituito alla collettività.
Le minacce indirizzate al primo cittadino includono frasi particolarmente inquietanti come “morta una camorra se ne fa un’altra”, “pupazzo” e addirittura “ti metto dentro ai muri”. Si tratta di intimidazioni pesanti che non possono essere sottovalutate e che rappresentano chiaramente un tentativo di scoraggiare l’azione amministrativa volta alla rigenerazione urbana dei territori.
Secondo quanto riferito, colpire un sindaco che trasforma un bene appartenente ai clan in uno spazio pubblico, culturale e sociale significa colpire l’idea stessa di riscatto dei territori. Questa attività di bonifica rappresenta una sfida diretta al potere della criminalità organizzata e al suo controllo del territorio.
Nel panorama odierno, le minacce provengono sempre più frequentemente attraverso i canali dei social media, ma la risposta deve essere decisa e ferma: continuare comunque il proprio lavoro senza cedere alle intimidazioni. La strada da perseguire consiste nel proseguire con le confische dei beni della criminalità organizzata e nella loro restituzione ai cittadini, perché è proprio questo tipo di azione che le mafie temono maggiormente.
