(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“La scelta della Presidenza del Consiglio di ridurre drasticamente lo smart working è un passo indietro, che ignora la natura sempre più immateriale e cognitiva del lavoro pubblico. Riproporre logiche di controllo sulla presenza fisica significa negare l’evoluzione del lavoro e il benessere dei lavoratori.
Lo smart working non è un privilegio né una misura emergenziale, ma uno strumento moderno ed efficace, introdotto dai governi di centrosinistra con la Legge Madia e la Legge 81/2017, per migliorare l’organizzazione del lavoro pubblico, valorizzare le competenze e favorire la conciliazione tra vita e lavoro.
Il Partito Democratico sostiene lo stato di agitazione dei dipendenti della Presidenza del Consiglio contro le annunciate restrizioni allo smart working e chiede al Governo di rivedere questa decisione e aprire un confronto serio con i rappresentanti dei lavoratori. Non si può parlare di modernizzazione della PA senza riconoscere il valore dello smart working”.
Così la Presidente della Commissione di inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, sullo sfruttamento e sulla tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro pubblici e privati, Chiara Gribaudo e la Responsabile P.A., Professioni e Innovazione nella segreteria Pd, Stefania Bonaldi al fianco dei lavoratori della Presidenza del Consiglio.
