(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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I dati del Consiglio d’Europa confermano quello che denunciamo da tempo: l’Italia è in piena emergenza per le interferenze politiche nel sistema dell’informazione. I casi citati nella relazione, dall’attentato a Sigfrido Ranucci al licenziamento di Gabriele Nuziati, non sono episodi isolati, ma i sintomi di una democrazia che sta perdendo i suoi anticorpi.
Siamo di fronte a una forte regressione democratica: un servizio pubblico asservito alle direttive di Palazzo Chigi, l’ombra inquietante degli scandali di spionaggio spyware ai danni dei giornalisti e l’abuso delle querele temerarie usato come clava per silenziare le inchieste scomode. È un mix esplosivo che punta a soffocare il diritto dei cittadini a essere informati.
Il governo Meloni deve cambiare marcia immediatamente. Se non si inverte la rotta rischiamo una recessione democratica che ci trascinerà inevitabilmente verso il modello ungherese. La libertà di stampa non è una concessione, ma il cuore dello Stato di diritto. Non permetteremo che venga demolito.
