News immediate,
non mediate!
Categoria news:
OPINIONMIX

PD – PARTITO DEMOCRATICO: «I.A.: BONALDI (PD), LEGGE ITALIANA FRAGILE E CARENTE NELLA STRUTTURA»

Scritto da
12.30 - giovedì 27 novembre 2025

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///

«La legge italiana sull’I.A. nasce con l’ambizione di essere un testo fondativo, ma si presenta fragile nella sua struttura e carente sotto molti profili applicativi».

Così Stefania Bonaldi, responsabile Innovazione nella segreteria nazionale del PD, intervenuta oggi al Forum Democrazia Digitale presso la Fondazione Amendola, a Torino, dove ha evidenziato le principali criticità applicative della norma come individuate dai Parlamentari PD e dal Laboratorio Politiche Tecnologiche del Partito.

In primo luogo, la governance: troppo accentrata sulla Presidenza del Consiglio e su agenzie governative come ACN e AgID, e non da una Autorità indipendente, come invece richiesto anche a livello europeo. «Questo assetto – ha spiegato Bonaldi – espone a rischi di politicizzazione oltre che di conflitto e frammentazione delle competenze».

Altro nodo è l’eccesso di deleghe al Governo, con la marginalizzazione del confronto parlamentare: la legge è una cornice generica che rimanda a decreti futuri molte scelte cruciali, dalla sanità alla giustizia, dal lavoro alla trasparenza algoritmica. «Così si crea incertezza per imprese, professionisti e P.A., rallentando l’adozione dell’IA e aumentando il rischio di overregulation nei settori più delicati».

Sul fronte del lavoro, Bonaldi ha sottolineato come le tutele siano ancora troppo deboli: «L’Osservatorio previsto ha un ruolo più simbolico che operativo, e manca una clausola di contrattazione collettiva per l’introduzione di sistemi ad alto impatto. Il rischio è che l’IA venga usata per aumentare il controllo e comprimere i diritti, anziché migliorare le condizioni dei lavoratori».

Anche sul tema dei diritti digitali e del copyright, la legge è criticabile per un impianto troppo favorevole ai modelli di IA, con scarsa trasparenza sugli accordi tra Big Tech ed editori e definizioni ancora vaghe su cosa significhi un “contributo umano rilevante” nelle opere generate.

Infine, Bonaldi ha evidenziato la mancanza di risorse reali per sostenere ricerca, formazione e innovazione: «Senza investimenti strutturali, è difficile immaginare che l’Italia possa colmare il divario digitale e rafforzare la propria competitività».

In conclusione, «la legge sembra più un tentativo di rincorrere l’innovazione che di governarla. Il vero banco di prova sarà nei decreti attuativi: lì si capirà chi siederà davvero ai tavoli, quanta trasparenza sarà garantita e quali strumenti concreti verranno messi in campo per tutelare diritti, promuovere innovazione e garantire coerenza con il quadro europeo».

Categoria news:
OPINIONMIX

Per donare ora, clicca qui



A.I. - IMPAGINAZIONE EDITORIALE OPINIONE
POSSIBILE UTILIZZO INTELLIGENZA ARTIFICIALE

Opinione si avvale di applicazioni basate su Intelligenza artificiale al fine di ottimizzare l'impaginazione editoriale curata dalla nostra redazione.
I contenuti potrebbero presentare interpretazioni di testo difformi dall'originale del comunicato stampa ricevuto: nel caso è gradita una segnalazione a: [email protected]


© RIPRODUZIONE RISERVATA
DELLA FONTE TITOLARE DELLA NOTIZIA E/O COMUNICATO STAMPA

È consentito a terzi (ed a testate giornalistiche) l’utilizzo integrale o parziale del presente contenuto, ma con l’obbligo di Legge di citare la fonte: “Agenzia giornalistica Opinione”.
È comunque sempre vietata la riproduzione delle immagini.

I commenti sono chiusi.