Di Luca Franceschi
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Sandro Ruotolo, componente della segreteria nazionale del Partito Democratico ed europarlamentare, interviene sulla situazione israelo-palestinese con una dichiarazione che va oltre le critiche mosse dal ministro degli Esteri Antonio Tajani nei confronti di Ben Gvir. Secondo Ruotolo, la problematica non si limita alle posizioni estremiste di un singolo ministro, bensì riguarda l’intero assetto governativo di Israele, la cui guida è affidata a un presidente del Consiglio per il quale pende un mandato di arresto della Corte penale internazionale per sospetti crimini di guerra.
L’esponente dem sostiene che l’Italia non possa contentarsi di esprimere indignazione di fronte alle dichiarazioni e ai comportamenti di un ministro caratterizzato da posizioni razziste e suprematiste. Ruotolo ritiene che per essere veramente coerenti con i principi del diritto internazionale e con i valori democratici, sia necessario superare la semplice retorica condannatoria.
Secondo quanto affermato da Ruotolo, il governo italiano dovrebbe intraprendere una serie di azioni concrete. Innanzitutto, dovrebbe promuovere l’adozione di sanzioni contro Israele a livello europeo. In secondo luogo, dovrebbe incentivare la sospensione di qualsiasi forma di collaborazione sia di natura politica che commerciale con lo Stato israeliano. Inoltre, il governo italiano dovrebbe procedere al ritiro dell’ambasciatore dalla capitale israeliana e riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina. Infine, dovrebbe esigere il pieno rispetto delle disposizioni del diritto internazionale e delle decisioni emanate dalla Corte penale internazionale.
