Di Luca Franceschi
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Un nuovo episodio di violenza ha colpito il personale ferroviario, questa volta presso la stazione di Milano Lambrate. L’aggressione ai danni di un capotreno rappresenta l’ennesimo caso di una problematica che affligge sistematicamente i lavoratori dei trasporti pubblici, un fenomeno che potrebbe ripetersi in qualsiasi altra località del territorio nazionale.
La situazione dei dipendenti impiegati su treni e autobus si caratterizza ormai per un clima di insicurezza diventato abituale. Nonostante gli interventi annunciati dai ministeri competenti, in particolare da quello delle Infrastrutture e dei Trasporti e da quello dell’Interno, la realtà dei fatti evidenzia un peggioramento piuttosto che un miglioramento della condizione di sicurezza. Le aggressioni continuano a moltiplicarsi mentre i lavoratori restano sprovvisti di protezioni adeguate.
Secondo quanto sottolineato nella nota, le soluzioni non possono risiedere in comunicazioni pubbliche o eventi mediatici, ma necessitano invece di interventi concreti mediante personale, finanziamenti e un programma complessivo che garantisca il ripristino della legalità negli spazi stazioni e sui mezzi di trasporto. Ogni momento di ritardo comporta l’esposizione di migliaia di operatori a situazioni di pericolo estranee alle loro mansioni professionali.
L’esecutivo è chiamato a riconoscere e assumersi la responsabilità di una gestione inadeguata della questione. Quando una problematica viene segnalata da tempo e continua a manifestarsi in forma aggravata, non è più corretto definirla come emergenza straordinaria, ma piuttosto come insufficienza nelle capacità decisionali e operative. È inaccettabile che gli episodi violenti diventino una componente scontata e tollerata del servizio pubblico.
Chi svolge il proprio lavoro indossando una divisa per assicurare la viabilità cittadina possiede il diritto fondamentale di concludere il turno lavorativo preservando la propria incolumità. Le donne e gli uomini che operano nel settore della mobilità pubblica meritano considerazione, protezione e condizioni di lavoro sicure. Non sono sufficienti ulteriori dichiarazioni di intenti, ma servono fatti concreti.
