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PD – PARTITO DEMOCRATICO: «ENERGIA: ITALIA MAGLIA NERA D’EUROPA, IL GOVERNO AGISCA SUBITO»

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14.20 - giovedì 2 luglio 2026

Di Luca Franceschi
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L’Italia si conferma come il Paese con i prezzi dell’energia elettrica più elevati tra le principali borse europee. Nel 2025, il Prezzo Unico Nazionale si è attestato a 115,9 €/MWh, registrando un aumento del 7% rispetto all’anno precedente. Una situazione che si è ulteriormente aggravata in seguito alla crisi di Hormuz, evidenziando chiaramente le lacune delle politiche energetiche attuate dal governo.

Il confronto con gli altri Paesi europei risulta particolarmente penalizzante per l’Italia. La Spagna pratica un prezzo di 65,3 €/MWh, la Francia di 61,1 €/MWh – inferiore a meno della metà del valore italiano – e la Germania di 87 €/MWh. La media europea si attesta intorno a 85 €/MWh, confermando quanto l’Italia sia fuori linea rispetto al resto del continente. Questa disparità è ascrivibile principalmente alla strutturale dipendenza dal gas naturale, che nel 2025 ha coperto ancora il 52% della produzione elettrica nazionale.

Le conseguenze di questa situazione ricadono pesantemente su cittadini e imprese. I clienti domestici italiani pagano l’elettricità il 13% in più rispetto alla media europea, mentre le aziende devono sostenere costi ancora più elevati, arrivando a pagare il 24% in più. Un onere economico considerevole che compromette la competitività del tessuto produttivo nazionale e la capacità di consumo delle famiglie.

Sul fronte delle fonti rinnovabili, la situazione non migliora. La quantità di elettricità prodotta da energia rinnovabile ha subito una contrazione di quasi il 2%, contraddicendo le promesse di una transizione energetica accelerata. Contemporaneamente, le importazioni di gas naturale liquefatto hanno registrato un incremento del 44%, accentuando ulteriormente la dipendenza dall’estero e l’esposizione a volatilità dei prezzi internazionali.

La questione della trasparenza nella formazione dei prezzi dell’energia rimane irrisolta. È necessario aumentare in modo sostanziale la chiarezza dei meccanismi che determinano il Prezzo Unico Nazionale, rendendo pienamente leggibili i criteri utilizzati per il calcolo del prezzo finale. Una trasparenza che consentirebbe a cittadini e imprese di comprendere meglio le dinamiche del mercato energetico italiano e avrebbe l’effetto di creare maggiore accountability nel sistema.

Secondo gli esperti della materia, è indispensabile agire con urgenza per consentire a cittadini e imprese di alleviare il peso di questi costi eccessivi e di tornare a crescere economicamente. Il tempo delle dilazioni è scaduto: occorrono interventi concreti e immediati per arginare quello che viene definito come un vero e proprio dissanguamento del Paese causato da una gestione inefficace delle politiche energetiche nazionali.

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