Di Luca Franceschi
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Debora Serracchiani, responsabile giustizia nella segreteria nazionale del Partito Democratico, critica aspramente il decreto sulla sicurezza, ritenendo che il governo abbia compiuto scelte sbagliate nella sua formulazione. Secondo la dirigente dem, anziché procedere semplicemente all’abrogazione della norma manifestamente incostituzionale, l’esecutivo ha preferito un compromesso al fine di accontentare le diverse posizioni interne alla coalizione.
Tale soluzione, avverte Serracchiani, comporterà conseguenze concrete sulla pratica applicativa: la nuova norma renderà infatti inattuabile il decreto nella sua interezza. Inoltre, il governo non ha provveduto a eliminare un altro degli aspetti più critici della normativa, che la dirigente qualifica come vero e proprio “obbrobrio giuridico”.
Quest’ultimo aspetto del decreto si configura come incostituzionale e contrario alle direttive europee, in quanto prevede il divieto ai migranti di ricorrere al patrocinio a spese dello Stato nel caso in cui intendano impugnare un provvedimento di espulsione. Una limitazione che Serracchiani considera inaccettabile dal punto di vista dei principi democratici.
La parlamentare democratica conclude il suo intervento definendo l’operato del governo come un “uso improprio delle istituzioni per meri fini di propaganda”, sottolineando come queste scelte non corrispondano effettivamente a politiche concrete di sicurezza dei cittadini italiani, ma rappresentino piuttosto una manovra di comunicazione politica.
