Di Luca Franceschi
///
Il Documento di Economia e Finanza certifica un fallimento significativo del Governo nell’attuazione della Strategia Nazionale per le Aree Interne, con particolare criticità nella gestione dei fondi di competenza statale. La situazione rappresenta un paradosso rilevante: al termine del ciclo di programmazione 2014-2020, l’Italia ha utilizzato il 100% dei finanziamenti europei, mentre rimane ferma a un deprimente 23% delle risorse nazionali impiegate.
Questi fondi risultano vitali poiché destinati a settori fondamentali come la sanità, l’istruzione e la mobilità, ambiti in cui tutte le aree interne italiane attraversano situazioni di profonda emergenza quotidiana. L’inadeguatezza della spesa nazionale evidenzia come le criticità strutturali non siano state risolte neppure attraverso la riforma del 2023, anzi il quadro si è aggravato con l’accentramento delle decisioni a Roma. Il totale della spesa si è fermato al 56,7%, certificando l’immobilismo burocratico.
Il fallimento si ripete nel nuovo ciclo di programmazione 2021-2027: lo Stato procede con difficoltà e non ha ancora avviato la metà delle nuove strategie destinate ai territori individuati nel 2022. Questa mancanza di azione impedisce di garantire diritti essenziali di cittadinanza come l’accesso equo alla sanità e all’istruzione nelle aree interne.
Secondo l’analisi fornita, il Governo deve intervenire immediatamente per sbloccare le strategie rimaste bloccate e deve attivare con urgenza l’utilizzo dei fondi statali destinati a garantire i servizi essenziali. In relazione a questa questione e al tema della legge nazionale della montagna, il bilancio complessivo dell’azione di Governo risulta non soltanto deludente, ma sconcertante per la gravità delle carenze riscontrate.
