Di Luca Franceschi
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La condanna di Almasri rappresenta una certificazione della figuraccia internazionale del governo Meloni, secondo quanto affermato da Alessandro Zan, componente della segreteria nazionale del Partito democratico ed europarlamentare. Il politico sottolinea come perfino la Libia abbia riconosciuto le responsabilità del torturatore libico, rendendo ancora più incomprensibile la scelta italiana di rimpatriarlo con un volo di Stato anziché consegnarlo alla giustizia internazionale.
Almasri era ed è tuttora accusato dalla Corte penale internazionale di crimini contro l’umanità e crimini di guerra. Il governo italiano, che aveva il dovere legale e morale di consegnarlo alla Cpi, ha invece scelto di rimpatriarlo in Libia utilizzando le risorse pubbliche. Questa decisione ha generato conseguenze significative per il Paese.
Oltre alla questione del rimpatrio, Zan critica l’atteggiamento delle istituzioni durante la gestione della vicenda. Per mesi il governo ha fornito ricostruzioni contraddittorie e versioni confuse dei fatti, mentre la premier Meloni ha attaccato i giudici che si occupavano del caso.
Le conseguenze internazionali sono state gravi: l’Italia è stata deferita dalla Corte penale internazionale, subendo un danno significativo alla propria credibilità sul piano globale. Secondo Zan, l’intera vicenda rappresenta una chiara dimostrazione dell’estrema incompetenza, irresponsabilità e opacità che caratterizzano l’operato dell’esecutivo Meloni.
