Di Luca Franceschi
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Il vertice tra Italia e India rappresenta un momento storico nei rapporti bilaterali tra le due nazioni, considerando che sono trascorsi 26 anni dall’ultima visita ufficiale di un premier indiano a Roma. Questo incontro costituisce il settimo appuntamento in tre anni tra la presidente del Consiglio Meloni e il primo ministro Modi, segnando l’apice di un percorso costruito nel tempo per elevare la cooperazione ai massimi livelli e consolidare la proiezione internazionale dell’Italia attraverso una politica estera sempre più incisiva promossa dal Governo Meloni.
L’intesa sottoscritta oggi a Villa Pamphilj tra Roma e Nuova Delhi abbraccia un ampio ventaglio di settori strategici. Tra i principali ambiti di collaborazione figurano il commercio, la difesa, la tecnologia, l’energia, la logistica e la cultura, che rappresentano i pilastri su cui si fonda il nuovo asse tra le due capitali.
Dal punto di vista economico, la partnership assume proporzioni significative. Attualmente sono presenti oltre 800 imprese italiane in India, e l’obiettivo dichiarato è aumentare l’interscambio commerciale da 14 a 20 miliardi entro il 2029, grazie anche al recente accordo di libero scambio sottoscritto tra l’Unione Europea e l’India. Con il previsto assurgere dell’India a terza economia mondiale, il Paese asiatico diviene un partner sempre più cruciale per gli interessi economici italiani.
La sinergia tra i due Paesi assume inoltre una dimensione geopolitica fondamentale, poiché consente di creare un collegamento strategico tra il Mediterraneo e l’Indo-Pacifico. Questo collegamento si realizza anche attraverso l’IMEC, il corridoio economico India-Medio Oriente-Europa, e grazie al ruolo di Trieste quale hub logistico e portuale. Tale configurazione consentirebbe di liberare un potenziale considerevole per gli scambi commerciali, le imprese e le relazioni internazionali, posizionando l’Italia, quale storica potenza marittima, industriale e manifatturiera, al centro di questi flussi.
