Di Luca Franceschi
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Il tavolo convocato dal ministro Schillaci sull’emergenza caldo rappresenta un passo necessario, tuttavia non può limitarsi a un’ennesima iniziativa temporanea e frammentaria. Come sottolineato dal direttore per l’Europa dell’Organizzazione mondiale della sanità, le ondate di calore che colpiscono diversi Paesi europei costituiscono ormai un’emergenza sanitaria di rilievo significativo.
Nel 2024 in Europa circa 63.000 persone hanno perso la vita per cause riconducibili al caldo estremo. L’impatto del riscaldamento globale sull’agricoltura ha determinato un aumento dell’insicurezza alimentare, mentre crescono i rischi di malattie infettive trasmesse da insetti. L’inquinamento da fonti fossili è responsabile di circa 600.000 morti premature ogni anno nella regione europea.
Seguendo le indicazioni dell’OMS, il Governo dovrebbe affrontare la crisi climatica come una questione di sicurezza nazionale e istituire un organismo specificamente dedicato a clima e salute. Questo ente dovrebbe coordinare le azioni di tutti i ministeri e gli enti competenti, monitorare costantemente la situazione e definire congiuntamente misure efficaci.
Le azioni prioritarie dovrebbero includere il coinvolgimento degli enti locali e delle comunità, il rafforzamento della resilienza del sistema sanitario, l’incremento della formazione degli operatori, lo sviluppo della prevenzione e il sostegno dedicato alle persone più fragili. Si tratta di raccomandazioni condivisibili che finora non sembrano essere entrate nell’agenda del Ministero della Salute e dell’intero Governo Meloni.
Il governo attuale rappresenta il più negazionista sulla crisi climatica che la storia ricordi. Da Salvini a La Russa, da Fidanza a Malan, fino al Ministro Pichetto Fratin, è notevole la lista di esponenti che negano le cause antropiche della crisi climatica.
