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PAB – PROVINCIA AUTONOMA DI BOLZANO * «LA QUALITÀ DELL’ARIA NEL 2025: DATI INVARIATI PER NO2 E POLVERI, PREOCCUPAZIONI PER IL BENZO(A)PIRENE»

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13.23 - giovedì 5 marzo 2026

Sono disponibili i dati relativi alla qualità dell’aria in Alto Adige nel 2025: i valori misurati per il biossido di azoto (NO2) e le polveri sottili (PM2.5 e PM10) sono rimasti pressoché invariati rispetto al 2024. Diversa è la situazione per il benzo(a)pirene, un composto idrocarburico che si forma durante la combustione incompleta del legno: mentre nel 2024 è stato possibile registrare per la prima volta il rispetto del valore obiettivo in questo settore, nel 2025 tale valore è stato nuovamente superato.

Il motivo di questo fenomeno è stato discusso dall’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima il 5 marzo durante il tavolo tecnico sulla qualità dell’aria con i Comuni e le associazioni di categoria e nella successiva conferenza stampa con l’assessore provinciale alla Protezione dell’ambiente, della natura e del clima, Peter Brunner, tenutasi a Bolzano.

“Da molti anni ormai la situazione relativa alle polveri sottili e agli ossidi di azoto in Alto Adige è stabile con tendenza in calo. Tuttavia, in vista della nuova direttiva UE sulla qualità dell’aria, che prevede il dimezzamento degli attuali valori limite annuali per NO2, PM10 e PM2.5 e che dovrà essere attuata in Italia entro il 2026, dobbiamo intensificare i nostri sforzi”, ha sottolineato l’assessore Brunner. “Anche per quanto riguarda il corretto riscaldamento a legna c’è ancora molto da fare, motivo per cui desideriamo sensibilizzare ancora di più la popolazione su questo tema”.

“Il biossido di azoto è principalmente attribuibile al traffico stradale, principalmente ai veicoli diesel”, ha riferito Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione. “Nonostante l’aumento del volume di traffico negli ultimi anni, le concentrazioni di biossido di azoto nel 2025 sono all’incirca pari ai valori dell’anno precedente. Nella maggior parte delle stazioni di misurazione sono leggermente inferiori”. Secondo Verdi, ciò è dovuto al continuo rinnovamento del parco auto in Alto Adige: “L’Alto Adige conta un parco auto complessivo di circa 340.000 veicoli. Ogni anno vengono immatricolate circa 10.000-15.000 nuove automobili. Attualmente il 40 per cento del parco auto totale è costituito da motori Euro 6 con emissioni notevolmente inferiori rispetto ai modelli Euro 1-Euro 5”.

Georg Pichler, direttore dell’Ufficio provinciale Aria e rumore, ha parlato del benzo(a)pirene, cancerogeno, che si forma ad esempio durante la combustione incompleta della legna nelle stufe o nei caminetti: “Nelle zone rurali, dove il riscaldamento a legna è molto diffuso e l’inversione termica spesso impedisce la diffusione delle sostanze inquinanti, si verificano ripetutamente dei problemi. Nel 2025, ad esempio, è stato nuovamente registrato un superamento del valore limite di benzo(a)pirene nella stazione di misurazione di Laces”. Laces è un luogo di misurazione rappresentativo per le località situate nei fondivalle. Uno dei motivi di ciò è sicuramente la meteorologia.

È necessario osservare alcune regole di base: per questo motivo la Provincia autonoma di Bolzano ha avviato il progetto “Riscaldare con la legna… ma bene!” con i fondi del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. “Insieme alla categoria professionale degli spazzacamini, sensibilizziamo le persone sul modo corretto di accendere il fuoco a legna: si tratta soprattutto di utilizzare legna secca, di disporla correttamente – i ceppi più grandi vanno in basso e quelli più piccoli in alto –, di accenderla dall’alto, di aprire completamente l’alimentazione dell’aria e di far revisionare regolarmente gli impianti di riscaldamento”, sottolinea Pichler. L’obiettivo del progetto, che durerà fino alla fine del 2027, è quello di garantire che gli altoatesini utilizzino le loro stufe e cucine a legna nel modo migliore possibile, in modo da ridurre le sostanze inquinanti.

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