Di Luca Franceschi
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Tre progetti edilizi provenienti da tre diversi territori dell’Euregio accomunati da un medesimo tema: interventi e costruzioni su strutture già esistenti. È questo il fulcro della “Mostra itinerante 2026 – Cultura del costruito nell’Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino”, inaugurata mercoledì 29 aprile a Bolzano e che resterà visitabile fino al termine dell’anno in tutte le Comunità comprensoriali dell’Alto Adige.
L’esposizione presenta i tre progetti vincitori del Premio Euregio per la cultura del costruito, assegnato per la prima volta nel 2025: un monastero storico situato a Imst in Tirolo, una falegnameria a Perca e un quartiere di edilizia popolare a Trento. La mostra include inoltre il progetto che ha ottenuto il premio del pubblico e offre una rassegna complessiva di tutti i progetti presentati.
“I progetti dei tre vincitori dimostrano in che modo la cultura del costruito possa essere interpretata secondo modalità differenti, ma sempre efficaci, nel contesto degli edifici preesistenti. In tutti e tre i territori dell’Euregio si è così riusciti a valorizzare quell’architettura che non punta sulle nuove costruzioni, ma sulla trasformazione dell’esistente”, ha dichiarato l’assessore provinciale alle Opere pubbliche della Provincia autonoma di Bolzano Christian Bianchi, rappresentato all’inaugurazione dal suo direttore di Dipartimento Daniel Bedin.
L’intento dell’ex capitano del Tirolo e fondatore del premio Wendelin Weingartner era “dimostrare, attraverso progetti edilizi di eccellenza, come un approccio rispettoso degli edifici e del loro contesto possa incidere positivamente sull’ambiente, sulla qualità della vita e sull’identità”.
La mostra è stata realizzata dalla Abteilung Bodenordnung und Dorferneuerung (Ripartizione per l’Assetto territoriale e il Rinnovamento dei paesi) del Land Tirolo in collaborazione con il Curatorium beni tecnici culturali. La direttrice del Curatorium Wittfrieda Mitterer ha evidenziato che l’esposizione si rivolge al grande pubblico: “In questo modo portiamo il senso della cultura del costruito direttamente alle persone. Non invitiamo solo a informarsi sulla cultura del costruito, ma anche a riflettere sul proprio spazio abitativo e sulla sua progettazione e, eventualmente, a trarne ispirazione per i propri progetti”.
Fabio Campolongo della Soprintendenza per i beni culturali del Trentino, Diana Ortner dell’Abteilung Bodenordnung und Dorferneuerung del Land Tirolo e Dominik Holzer, rappresentante altoatesino presso il Segretariato generale dell’Euregio, hanno concordato sul fatto che la cultura del costruito in Tirolo, Alto Adige e Trentino sia estremamente variegata e che rivesta importanza fondamentale la consapevolezza di costruire in un paesaggio alpino, quindi in un ambiente delicato. Che tale sensibilità sia già profondamente radicata nella società lo dimostra il fatto che al primo concorso hanno partecipato quasi 60 architetti e architette che hanno presentato i loro progetti sul tema “valorizzare l’esistente e riordinare il contesto”.

