Di Luca Franceschi
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L’Ufficio Sistemazione bacini montani sud nell’Agenzia per la Protezione civile ha realizzato una serie di interventi strutturali per aumentare significativamente la stabilità degli argini dell’Adige nei comuni di Ora e Vadena. Le misure adottate mirano a migliorare la resistenza contro il futuro rischio di piene attraverso l’integrazione di articolati sistemi di filtraggio inseriti nel corpo arginale su due diversi lotti. Secondo il direttore d’Ufficio Thomas Thaler, questo metodo di stabilizzazione si è già dimostrato efficace nel recente passato nella prevenzione di esondazioni.
I lavori sono stati eseguiti sotto la supervisione tecnica del responsabile alla progettazione e direzione dei lavori Claudio Volcan e dei capisquadra Helmut Gurndin e Roland Obertegger, seguendo un procedimento preciso. È stato rimosso il materiale preesistente al piede esterno del rilevato arginale per realizzare un materasso filtrante composto da uno strato di sabbia e materiale sciolto di opportuna scalatura, protetti da un geotessile. Una volta completati gli interventi, gli argini interessati sono stati ripristinati al loro stato originario, ricomponendo lo strato superficiale di terreno vegetale.
Questo tipo di intervento migliora la stabilità dell’argine in quanto favorisce da un lato il drenaggio controllato delle acque filtranti attraverso il rilevato arginale, migliorandone le caratteristiche di resistenza. Dall’altro lato, costituisce una barriera efficace nei confronti dei fontanazzi, fenomeni fra i più pericolosi per la stabilità degli argini.
I lavori si sono sviluppati in due zone rilevanti. Sulla sponda orografica destra a monte dell’idrovora della fossa di Vadena in località Laimburg sono stati messi in sicurezza circa 600 metri di argine, mentre sulla sponda sinistra dopo il ponte di Sant’Antonio è stato possibile rafforzare ulteriori 1000 metri. In entrambi i progetti sono stati investiti rispettivamente 400.000 euro, nel quadro del finanziamento assicurato dai Fondi europei per lo sviluppo regionale (FESR). La Provincia dimostra così il suo impegno nella prevenzione delle esondazioni e nella protezione civile nella Bassa Atesina.

