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OLAF * UFFICIO EUROPEO LOTTA ANTIFRODE: «LA GRANDE OPERAZIONE TRANSFRONTALIERA CONTRO LA RETE DI TRAFFICO DI RIFIUTI PERICOLOSI»

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16.40 - martedì 26 maggio 2026

(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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OLAF sostiene la grande operazione transfrontaliera contro la rete di traffico di rifiuti pericolosi

L’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) ha svolto un ruolo importante nel supportare l’operazione denominata Carbone delle Alpi, che ha scoperto uno schema transfrontaliero complesso che coinvolge l’elusione sistematica della legislazione UE sui rifiuti. Il caso ha esposto una sofisticata rete criminale attiva in Italia, Austria, Germania, Croazia, Serbia e Svizzera. È stata guidata dalla Procura della Repubblica di Trento e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia e Antiterrorismo e in stretta cooperazione con i Carabinieri – in particolare il Nucleo Operativo Ecologico di Trento, altre autorità italiane, Europol, Eurojust e autorità nazionali in tutti gli Stati membri.

Il lavoro analitico dell’OLAF e la condivisione delle informazioni sono stati strumentali nel mappare i flussi transfrontalieri di ceneri da piro-gassificazione e prodotti derivati. Questi sono stati immessi sul mercato dell’UE con classificazioni fuorvianti. L’OLAF ha anche supportato l’identificazione di come una rete di società interconnesse operava attraverso i confini.

L’operazione è iniziata nel 2022. Ha rivelato che queste ceneri, lungi dall’essere sottoprodotti innocui, contenevano alti livelli di idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e diossine. Queste sono sostanze classificate come pericolose a causa della loro persistenza nell’ambiente e dei loro gravi rischi per la salute umana. L’esposizione agli IPA è collegata a diversi tipi di cancro, complicazioni nello sviluppo fetale e problemi cardiovascolari. La loro trasformazione in prodotti per consumatori e agricoli come briquette per barbecue, miglioratori del suolo e additivi per costruzioni ha significato che gli inquinanti nocivi potessero entrare negli ambienti quotidiani, dalla preparazione dei cibi all’agricoltura e alle infrastrutture. Questo rappresenta una minaccia diretta non solo alla salute pubblica ma anche alla sicurezza ambientale in tutta l’UE.

L’OLAF ha raccolto prove relative al volume del traffico illegale per valutare l’entità del fenomeno nell’UE e oltre. Ha anche facilitato lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali e si è impegnato con loro per sollecitare ulteriori azioni e prevenire potenziali danni alla salute dei consumatori e all’ambiente.

Il Direttore generale dell’OLAF Petr Klement ha dichiarato: “Questo caso dimostra come il crimine ambientale e la frode siano sempre più intrecciati. Il ruolo dell’OLAF è garantire che le norme dell’UE non solo siano rispettate sulla carta ma applicate nella pratica, soprattutto quando la loro elusione minaccia sia la sicurezza dei cittadini che la parità di condizioni del mercato interno. La stretta cooperazione transfrontaliera rimane essenziale per rilevare e fermare tali schemi complessi.”

L’OLAF continua a supportare le autorità nazionali nell’affrontare le frodi e gli illeciti collegati alla gestione ambientale e dei rifiuti, dove le pratiche illecite possono avere conseguenze di vasta portata per la salute pubblica, gli ecosistemi e la credibilità della transizione verde dell’Unione europea.

OLAF supports major cross-border operation into hazardous waste trafficking network

The European Anti-Fraud Office (OLAF) has played an important role in supporting the operation code-named Coal of the Alps (Carbone delle Alpi), which uncovered a complex cross-border scheme involving systemic circumvention of EU’s waste legislation. The case exposed a sophisticated criminal network active in Italy, Austria, Germany, Croatia, Serbia and Switzerland. It was led by the Public Prosecutor’s Office of Trento and coordinated by the District Anti-Mafia and Anti-Terrorism Directorate and in close cooperation with Carabinieri – in particular Nucleo Operativo Ecologico di Trento, other Italian authorities, Europol, Eurojust and national authorities across Member States.

OLAF’s analytical work and information-sharing were instrumental in mapping cross-border flows of pyro-gasification ashes and derived products. These were placed on the EU market under misleading classifications. OLAF also supported identifying how a network of interconnected companies operated across borders.

The operation began in 2022. It revealed that these ashes, far from being harmless by-products, contained high levels of polycyclic aromatic hydrocarbons (PAHs) and dioxins. These are substances classified as hazardous due to their persistence in the environment and their serious risks to human health. Exposure to PAHs is linked to different types of cancer, foetal development complications and cardiovascular issues. Their transformation into consumer and agricultural products such as barbecue briquettes, soil improvers and construction additives meant that harmful pollutants could enter everyday environments, from food preparation to farming and infrastructure. This represents a direct threat not only to public health but also to environmental safety across the EU.

OLAF gathered evidence related to the volume of the illegal traffic to evaluate the magnitude of the phenomenon in the EU and beyond. It also facilitated the exchange of intelligence between national authorities and engaged with them to prompt further actions and prevent potential damage to the health of the consumers and the environment.

Director-General of OLAF Petr Klement stated: “This case shows how environmental crime and fraud are increasingly intertwined. OLAF’s role is to ensure that EU rules are not only respected on paper but enforced in practice, especially when their circumvention threatens both citizens’ safety and the level playing field of the internal market. Close cooperation across borders remains essential to detect and stop such complex schemes.”

OLAF continues to support national authorities in addressing fraud and wrongdoing linked to environmental and waste management, where illicit practices can have far-reaching consequences for public health, ecosystems, and the credibility of the European Union’s green transition.

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