(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
///
In merito a quanto affermato dal Presidente del Tar Lombardia circa i ricorsi del personale docente in relazione al pagamento della Carta del Docente, si precisa quanto segue.
L’azione di coordinamento avviata dal Ministero con gli Uffici Scolastici Regionali ha permesso di imprimere un’importante accelerazione alla gestione del contenzioso e assicurare tempi più rapidi. Ad oggi, sono state infatti eseguite complessivamente 94.120 sentenze, pari alla quasi totalità di quelle ricevute dagli Uffici.
L’impatto economico di tale operazione è imponente: grazie alle innovazioni procedurali introdotte dal Ministero, sono stati erogati pagamenti per un totale di 157.089.292,73 euro, di cui 145 milioni da settembre 2024 a febbraio di quest’anno, a fronte di una esecuzione di sentenze per 12 milioni circa fino ad agosto 2024. Molte di queste esecuzioni hanno riguardato situazioni complesse che coinvolgono più annualità e una pluralità di docenti beneficiari.
Inoltre, il Ministero ha progressivamente, e per la prima volta, ricompreso i docenti a tempo determinato nella platea dei beneficiari, proprio in risposta alle sentenze che avevano progressivamente prospettato la necessità di ampliarne i destinatari.
Sono state, quindi, adottate innovative misure normative, con l’articolo 15 del decreto-legge n. 69 del 2023 e, da ultimo, con il decreto-legge n. 19 del 2026, per l’estensione della Carta del Docente anche agli insegnanti con contratto di supplenza annuale su posto vacante e disponibile fino al 31 agosto, a quelli con incarichi di supplenza temporanea fino al termine delle attività didattiche al 30 giugno e al personale educativo dei convitti e degli educandati.
A seguito di queste modifiche – per l’anno scolastico 2025/2026 – la Carta è stata estesa, a partire dal 9 marzo 2026, a una platea complessiva di oltre 1 milione di insegnanti, per un totale di 253.000 docenti in più rispetto a quelli previsti originariamente. Una misura, questa, che mira a eliminare definitivamente ulteriore contenzioso, prevenendo la formazione di nuovi ricorsi e garantendo il diritto alla formazione professionale per l’intero corpo docente.
