Di Luca Franceschi
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Il Parlamento europeo ha assunto una posizione inequivocabile sulla questione della violenza sessuale: senza consenso si configura il reato di stupro. Una presa di posizione che segna un punto di svolta nel riconoscimento dei diritti delle vittime e nella tutela della loro autodeterminazione.
In Italia, tuttavia, la situazione appare ben diversa. La riforma che avrebbe dovuto allineare il nostro Paese agli standard europei è stata annacquata nel suo percorso parlamentare, tornando a logiche superate che spostano il peso della prova sul dissenso della vittima anziché affermare con chiarezza il principio del consenso.
Si tratta di un arretramento significativo che indebolisce la tutela reale delle vittime di violenza sessuale e che allontana l’Italia dagli impegni assunti con la ratifica della Convenzione di Istanbul. Un passo indietro che rischia di vanificare anni di battaglie per i diritti delle donne e per una giustizia più equa.
È quanto denuncia il Senatore del Movimento 5 Stelle Pietro Lorefice, Segretario di Presidenza del Senato e Capogruppo della Commissione Politiche dell’Unione Europea di Palazzo Madama, che chiede al legislatore italiano di intervenire con determinazione.
Serve una legge netta, senza ambiguità, che metta finalmente al centro l’autodeterminazione della persona e il principio del consenso esplicito. Solo così sarà possibile garantire una tutela effettiva alle vittime e allineare l’ordinamento italiano agli standard europei in materia di contrasto alla violenza di genere.
