(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“Il mondo dell’università non è perfetto, ma l’azione di questo Governo dimostra quanto sia facile e rapido peggiorarlo. Tra tagli ai finanziamenti, nuove forme di precariato, riforma dell’ANVUR, abolizione dell’ASN e le bozze che circolano sulla governance universitaria, il disegno del Governo Meloni appare evidente: indebolire l’università pubblica e libera, far sopravvivere poche “eccellenze” e puntare sempre più su università private e telematiche.
Nel frattempo, con la fine dei progetti PNRR prevista per il 2026, decine di migliaia di ricercatrici e ricercatori rischiano di essere espulsi non solo dall’università, ma dal Paese.
Il piano di reclutamento annunciato nell’ultima legge di bilancio si rivela per quello che è: propaganda. A malapena riuscirà a tutelare il 10% dei precari.
Parliamo di circa 35 mila professioniste e professionisti altamente qualificati che si ritroveranno senza prospettive, esclusi dal sistema universitario e da un mercato del lavoro che, in Italia, investe poco in innovazione. Il tutto in un contesto segnato dal terzo anno consecutivo di calo della produzione industriale.
Ma l’attacco del Governo e di Anna Maria Bernini non si ferma qui. Scuola e Università vengono colpite anche perché rappresentano presidi fondamentali per la democrazia e luoghi in cui nasce e cresce il pensiero critico.
Di fronte a questo scenario è necessario resistere e costruire con serietà un’alternativa per il Paese. Ed è quello che stiamo facendo”.
Così il capogruppo M5S in commissione cultura alla Camera Antonio Caso intervenendo all’evento “Precarietà, Risorse, Autonomia: le mani sull’Università”, organizzato dalla FLC-CGIL alla Federico II di Napoli.
