Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle, è intervenuto nell’aula del Senato durante le comunicazioni del Presidente del Consiglio in vista del Consiglio europeo, lanciando dure accuse al Governo guidato da Giorgia Meloni.
Secondo il parlamentare pentastellato, l’Italia necessita di una svolta concreta in termini di crescita economica, investimenti mirati e di una solida politica industriale, elementi che dovrebbero essere supportati da una capacità fiscale comune a livello europeo.
Turco ha fatto riferimento alle dichiarazioni della premier Meloni sulla riduzione delle tasse al ceto medio, sostenendo però che la vera priorità dovrebbe essere diversa. Il senatore ha infatti affermato che la pressione fiscale andrebbe spostata dall’economia reale verso la speculazione finanziaria e gli extraprofitti realizzati dai settori bancario ed energetico.
L’esponente del M5S ha evidenziato come l’esecutivo non abbia fatto alcun tentativo concreto per riequilibrare il sistema fiscale, spostando il carico tributario dal lavoro verso gli extraprofitti generati da banche e imprese energetiche. Si tratta di cifre considerevoli, ha specificato Turco, superiori ai 200 miliardi di euro nell’arco di quattro anni, risorse che avrebbero potuto essere indirizzate a sostegno dell’economia reale.
Il vicepresidente del Movimento 5 Stelle ha poi fornito la sua spiegazione sul perché questa redistribuzione fiscale non sia avvenuta. Secondo Turco, il Governo e la stessa presidente Meloni, insieme al ministro dell’Economia Giorgetti, si sono concentrati sul cosiddetto risiko bancario presso Palazzo Chigi.
Queste operazioni vengono definite dal senatore come incerte, opache e caratterizzate da conflitti di interesse, tanto da essere attualmente oggetto di attenzione da parte della magistratura.
