(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Il senatore del Movimento 5 Stelle Bruno Marton è intervenuto nel dibattito sul conflitto in Ucraina denunciando l’incoerenza della maggioranza di governo. “Prima ancora delle cifre e delle strategie, c’è un tema politico enorme: l’incoerenza della maggioranza. In Aula abbiamo assistito all’ennesimo esercizio di memoria selettiva e doppi standard”, ha dichiarato Marton.
Il senatore pentastellato ha risposto alle critiche rivolte al generale Vannacci per le sue posizioni simili a quelle del presidente Conte: “Il senatore Balboni si è detto sorpreso che il generale Vannacci esprima posizioni simili a quelle del presidente Conte. Ma Vannacci è stato al governo con voi per tre anni. Non potete scaricare oggi ciò che ieri vi andava bene, siete ridicoli”.
Marton ha respinto le accuse di incoerenza rivolte al M5S dalla maggioranza: “Dalla maggioranza arrivano accuse di incoerenza al M5S. Ma sono quattro anni che diciamo ‘basta armi’ e votiamo coerentemente di conseguenza. Chi era contro la legge Fornero e poi ha alzato l’età pensionabile dovrebbe evitare lezioni di coerenza”.
Il senatore ha contestato anche l’uso “disinvolto” delle percentuali nelle spese militari: “Si minimizza l’aumento delle spese militari parlando di uno 0,15% in più di PIL. Ma lo 0,15% sono circa 3 miliardi aggiuntivi ogni anno. Il 2% significa oltre 40 miliardi. Con la traiettoria attuale arriveremo a spendere fino a 70 miliardi l’anno per la difesa. Non sono decimali: sono 30 miliardi in più rispetto a oggi. Risorse sottratte a sanità, scuola, imprese”.
Marton ha inoltre evidenziato una “contraddizione di principio” nella politica estera del governo: “Ci dite che si sta sempre con l’aggredito e mai con l’invasore. E allora perché su altri scenari internazionali sostenete governi, come Israele, che occupano territori e violano il diritto internazionale? Non si può brandire la coerenza come un’arma retorica e poi applicarla a geometria variabile”.
Il senatore ha concluso il suo intervento indicando una strada alternativa: “Esiste un piano da 588 miliardi per la ricostruzione dell’Ucraina: lì dovrebbero andare gli sforzi dell’Europa e dell’Italia. Non nell’escalation militare permanente. La storia non giudicherà la nostra fedeltà a una linea bellicista, ma la nostra capacità di aver lavorato per fermare la guerra”.
