Di Luca Franceschi
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Il governo Meloni continua a portare avanti politiche concrete che stanno producendo risultati significativi nel mercato del lavoro italiano, in particolare per quanto riguarda l’occupazione femminile. Secondo l’analisi del Sole 24 Ore basata sui dati Istat, il lavoro delle donne registra una crescita importante, con il tasso di occupazione femminile che ha raggiunto il 54% a livello nazionale, superando le previsioni iniziali.
L’esame dei dati territoriali rivela che l’incremento dell’occupazione femminile non è uniforme su tutto il territorio nazionale. Le regioni che hanno registrato i maggiori progressi negli ultimi tre anni sono Basilicata, Abruzzo, Umbria, Sardegna, Liguria e Sicilia, dove l’aumento del tasso di occupazione delle donne ha superato la media nazionale. In particolare, il Veneto si distingue per il dato positivo relativo alle donne più giovani, registrando un tasso di occupazione delle lavoratrici fra i 15 e i 24 anni superiore alla media italiana, con una crescita complessiva del 1,2% nel triennio 2022-2025.
L’esecutivo prosegue sistematicamente nella realizzazione di misure dedicate alla conciliazione tra attività lavorativa e maternità, riconoscendo l’importanza di creare condizioni che permettano alle donne di sviluppare una carriera senza rinunciare alla famiglia. A livello europeo esistono modelli di successo che dimostrano come sia possibile combinare il raggiungimento dei tassi più elevati di occupazione femminile con il mantenimento di alti livelli di natalità. Questo rappresenta un obiettivo strategico di lungo termine per il governo, che intende continuare a dedicare energie e determinazione al perseguimento di questo risultato.
