Di Luca Franceschi
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Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi ha toccato quota 92 punti base alla chiusura di venerdì 20 marzo, registrando un incremento significativo rispetto ai livelli precedenti. Il dato risulta particolarmente allarmante considerando che l’aumento è stato molto più pronunciato rispetto a quello registrato dagli altri grandi Paesi europei, i quali hanno mantenuto sostanzialmente invariato il loro differenziale.
La situazione si complica ulteriormente con i rendimenti dei titoli di Stato italiani che si avvicinano al 4%, determinando un concreto aumento del costo del debito pubblico. Questa dinamica evidenzia come i mercati percepiscano l’Italia come un Paese più vulnerabile rispetto ai suoi partner europei.
Secondo il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle, questa fragilità ha origini specifiche che l’esecutivo continua a sottovalutare. Il principale elemento critico viene individuato nel ritardo accumulato sull’autonomia energetica nazionale.
I dati del 2025 mostrano un divario preoccupante: mentre la Spagna ha raggiunto una produzione di energia da fonti rinnovabili pari al 55,5%, riducendo drasticamente l’utilizzo del gas a sole 15% delle ore di consumo, l’Italia presenta un quadro completamente diverso con un ricorso al gas che arriva all’89% delle ore.
Questa disparità ha conseguenze dirette sul mercato energetico europeo, dove il prezzo dell’elettricità viene determinato dalle fonti più costose, principalmente il gas. Ne deriva che l’Italia si trova a sostenere costi energetici superiori proprio a causa del suo ritardo nella transizione verso le rinnovabili.
Il parlamentare pentastellato sottolinea come, mentre altri Paesi hanno sviluppato investimenti strategici per ridurre la dipendenza energetica, il Governo Meloni non abbia elaborato alcuna strategia convincente per le energie rinnovabili e la sicurezza energetica durante questi anni di mandato.
Le conseguenze di questa mancanza di visione strategica si manifestano attraverso una maggiore esposizione del Paese agli shock internazionali, costi energetici più elevati per imprese e famiglie, e un incremento del costo del debito pubblico.
La critica si estende alla narrazione governativa che tende a attribuire le difficoltà italiane alle dinamiche di mercato, mentre secondo l’analisi del senatore Turco la vera causa risiede nell’assenza di una politica industriale ed energetica adeguata, che lascia il Paese in una posizione di debolezza strutturale.
L’appello finale è rivolto all’esecutivo affinché riconosca le proprie responsabilità e abbandoni ogni tentativo di negare la realtà dei fatti, prima che i costi di questa vulnerabilità si riverberino nuovamente su famiglie e imprese italiane.
