(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Morfino ha sollevato dure critiche durante le interpellanze al governo di questa mattina, denunciando quella che definisce una “visione coloniale del Mezzogiorno” da parte dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni.
“Quello che sta accadendo è grave e offensivo. Non solo per Palermo, ma per l’idea stessa di Sud che questo Governo continua a dimostrare di avere”, ha dichiarato Morfino riferendosi alla delibera approvata il 30 dicembre dalla Giunta di Palermo.
La delibera impegna oltre 6 milioni di euro dei cittadini palermitani per acquistare, smontare, trasportare e rimontare nel capoluogo siciliano una struttura sportiva dismessa a Roma: la Grand Stand Arena del Foro Italico. “Un impianto che altrove non serve più e che il Governo, attraverso i suoi uomini e le sue società, vuole scaricare al Sud”, ha sottolineato la deputata pentastellata.
Morfino ha individuato precise responsabilità nell’operazione: “C’è il commissario straordinario Fabio Ciciliano, richiamato impropriamente al cosiddetto ‘Modello Caivano’. C’è Sport e Salute, società in house del Ministero dell’Economia e delle Finanze, proprietaria della struttura. E quindi c’è il MEF. C’è il Governo. Ci sono i ministri competenti. Nessuno può far finta di non sapere”.
Particolarmente critica la deputata sull’inquadramento del progetto nel Modello Caivano, una norma pensata per le aree ad alta vulnerabilità sociale e per le periferie dimenticate come Borgo Nuovo. “Peccato che l’impianto non venga collocato in periferia, ma nel Parco della Favorita, una zona centrale, vincolata dal punto di vista paesaggistico e monumentale, dove manca perfino il parere della Soprintendenza. Altro che rigenerazione delle periferie”, ha osservato Morfino.
Il punto più controverso riguarda l’utilizzo dei fondi: “Si usano fondi di programmazione urbana e coesione, POC Metro 2014-2020, soldi che dovrebbero avere obiettivi chiari, trasparenti, misurabili, per finanziare un’operazione di puro trasferimento di una struttura usata. Nessuna dimostrazione di convenienza economica. Nessun piano serio sul futuro. Nessuna garanzia sulla gestione”.
La stessa Ragioneria Generale del Comune ha segnalato rischi enormi: assenza di un piano economico-finanziario, incertezza sui costi di gestione, dubbi sulla realizzabilità dell’opera nei tempi annunciati. “Tutto questo mentre Palermo è sotto piano di riequilibrio finanziario. E il Governo che fa? Tace e avalla”, ha denunciato la deputata.
“È questa l’idea di sviluppo per il Sud di Giorgia Meloni? Portare strutture dismesse dal centro del Paese e piazzarle nelle città meridionali, come se fossero un favore? Palermo non è il deposito dell’usato dello Stato centrale. E non lo deve diventare”, ha concluso Morfino, definendo questa “una visione coloniale del Mezzogiorno che racconta esattamente come questo governo vede il Sud. Non un territorio da valorizzare, ma un luogo dove collocare ciò che altrove non serve più”.
“La responsabilità politica ha nomi e cognomi. E il governo non può più far finta di niente”, ha concluso la deputata del Movimento 5 Stelle.
