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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «SICILIA, MORFINO (M5S), DA CEFPAS A ISTITUTO ZOOPROFILATTICO, SISTEMA POTERE VA AZZERATO (1)»

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12.49 - lunedì 8 giugno 2026

Di Luca Franceschi
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Le nuove inchieste che riguardano il Cefpas e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Sicilia delineano uno scenario allarmante che, qualora venisse confermato dalle verifiche dell’autorità giudiziaria, evidenzia una gestione delle risorse pubbliche orientata verso dinamiche clientelari, circuiti di influenza, affidamento di incarichi tra conoscenti, familiari e persone vicine, oltre a un impiego anomalo di fondi destinati al settore sanitario e alla ricerca scientifica. Si tratta di una rappresentazione dannosa per la Sicilia e per i numerosi professionisti corretti che quotidianamente svolgono il proprio lavoro con dedizione nelle strutture pubbliche regionali.

È quanto dichiara la deputata siciliana del Movimento 5 Stelle Daniela Morfino, intervenendo sulle informazioni diffuse in questi giorni relative alle investigazioni condotte dalla Procura europea e dalla Procura di Caltanissetta.

Da una parte emerge quello che viene definito il “sistema Gallo Afflitto” al Cefpas, caratterizzato da un meccanismo che gli investigatori descrivono come basato sulla distribuzione di incarichi e consulenze finalizzate a rafforzare consenso e relazioni politiche trasversali. Dall’altra parte, l’indagine dell’EPPO sull’Istituto Zooprofilattico formula l’ipotesi di un utilizzo non conforme di finanziamenti europei e l’assegnazione di incarichi esterni per attività che avrebbero potuto essere realizzate dal personale già in forze, con il coinvolgimento di soggetti legati da rapporti familiari, politici o di fiducia ai dirigenti dell’ente. Due situazioni distinte, ma che presentano un elemento politico comune: la gestione di enti cruciali della Regione sembrerebbe essere stata interpretata da alcuni come una zona di influenza e non come un servizio pubblico destinato ai cittadini.

Si parla di organismi che amministrano milioni di euro di risorse pubbliche, che dovrebbero dedicarsi alla formazione sanitaria, alla prevenzione, alla sicurezza alimentare, alla ricerca e alla protezione della salute. Invece, secondo quanto risulta dalle indagini, ci si troverebbe di fronte a un meccanismo creato per alimentare relazioni personali e politiche. È un elemento estremamente grave che compromette la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e arreca danno all’immagine dell’intero apparato sanitario regionale.

Mentre le strutture ospedaliere e i pronto soccorso soffrono di mancanza di personale, mentre i cittadini aspettano mesi per visite ed esami e mentre interi territori vivono emergenze sanitarie continue, si apprende di incarichi, consulenze, collaborazioni e sistemi relazionali che avrebbero sottratto risorse pubbliche e umiliato il principio del merito. È una situazione che richiede una risposta immediata e una completa operazione di trasparenza.

I siciliani hanno il diritto di conoscere come sono stati impiegati i fondi pubblici, quali verifiche siano state effettuate, chi abbia autorizzato determinate procedure e per quale motivo eventuali irregolarità non siano state individuate prima dall’amministrazione regionale. La Sicilia non può continuare a essere condizionata da sistemi di potere che si rafforzano attraverso le risorse pubbliche. È necessaria una fase nuova, basata su trasparenza, competenza, controlli severi e selezione meritocratica. Chi ha commesso errori deve risponderne completamente. Chi ha guidato questi enti deve assumere le proprie responsabilità politiche.

La sanità pubblica siciliana non può diventare terreno di divisione. Ogni euro destinato alla salute dei cittadini deve essere impiegato per migliorare servizi, cure e prevenzione, non per alimentare reti di consenso. Su questo aspetto sarà mantenuta alta l’attenzione, dentro e fuori le istituzioni.

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