Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha sollevato in aula una questione controversa riguardante l’educazione affettiva nelle scuole, criticando aspramente la posizione del governo sul tema del consenso delle famiglie.
Secondo la parlamentare pentastellata, risulta paradossale che l’esecutivo, che ha fatto del silenzio-assenso un cavallo di battaglia nelle proprie politiche, si rifiuti di applicarlo proprio in un ambito delicato come quello della tutela dei giovani più vulnerabili.
Il M5S ha infatti appoggiato un emendamento che prevedeva l’introduzione del silenzio-assenso per i percorsi di educazione relazionale, affettiva e sentimentale. In pratica, qualora le famiglie non rispondessero entro i termini stabiliti dalla scuola, la partecipazione degli studenti a questi percorsi formativi sarebbe stata considerata automaticamente autorizzata. Una proposta che, secondo Sironi, rappresenterebbe una misura di elementare buonsenso, capace di garantire a tutti gli studenti l’accesso effettivo all’offerta formativa degli istituti scolastici.
La critica della senatrice si fa più pungente quando attacca la visione della destra, accusata di immaginare una realtà inesistente, popolata esclusivamente da famiglie sempre presenti, costantemente informate e in grado di seguire ogni fase del percorso educativo dei propri figli. Una rappresentazione idealizzata che non tiene conto della realtà complessa in cui molti giovani vivono.
La parlamentare ha voluto richiamare l’attenzione su quelle situazioni di disagio spesso invisibili: contesti caratterizzati da abbandono educativo, assenza genitoriale e, nei casi più gravi, ambienti segnati da violenze e maltrattamenti. In questi scenari difficili, la scuola si configura frequentemente come l’unico presidio educativo in grado di fornire ai ragazzi gli strumenti necessari per comprendere il rispetto reciproco, costruire relazioni sane e riconoscere il valore dell’affettività.
Sironi ha sottolineato che quando una famiglia non risponde nemmeno alle comunicazioni della scuola, quel silenzio non può e non deve essere ignorato. Al contrario, rappresenta spesso il sintomo di una distanza educativa che dovrebbe spingere le istituzioni a intervenire attivamente, anziché girarsi dall’altra parte. Tuttavia, secondo la senatrice, la maggioranza governativa ha scelto di abbandonare proprio quei ragazzi che avrebbero maggiore necessità di un supporto educativo esterno.
Il cuore dell’argomentazione della parlamentare del M5S sta nell’individuare il vero target dell’educazione relazionale e affettiva. Questi percorsi, ha spiegato, non servono tanto nelle famiglie dove tutto funziona in modo ottimale. La loro utilità si manifesta soprattutto in quei contesti dove mancano riferimenti educativi adeguati, dove il rispetto dell’altro non viene insegnato e dove il disagio rischia di degenerare in comportamenti violenti.
Continuare a ignorare questa realtà, ha concluso Sironi, equivale a rinunciare a uno degli strumenti preventivi più efficaci che la scuola possa mettere a disposizione della società.
Per questi motivi, la senatrice ha definito il rifiuto del silenzio-assenso in questo specifico ambito come una scelta grave e irresponsabile, che finisce per penalizzare proprio gli studenti più vulnerabili, quelli che più di tutti avrebbero bisogno di un’educazione affettiva strutturata e di un supporto istituzionale stabile.
