Di Luca Franceschi
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Il senatore Luca Pirondini è intervenuto a margine dell’evento tenutosi al Teatro Carlo Felice di Genova, che ha visto protagonisti i bambini e le bambine dei cinque asili musicali genovesi. L’esponente del Movimento 5 Stelle ha sottolineato come il progetto degli asili musicali rappresenti una delle iniziative più significative e concrete nate nel capoluogo ligure proprio grazie al suo partito.
L’iniziativa, partita con due scuole dell’infanzia, ha conosciuto una crescita importante arrivando oggi a coinvolgere cinque strutture. Questo sviluppo dimostra come investire sulla musica e sulla cultura fin dalla prima infanzia significhi investire concretamente sul futuro della società.
Il parlamentare ha ricordato il percorso intrapreso dal Movimento 5 Stelle a Genova, che oggi è al centro di una proposta legislativa nazionale. Nel 2023 il partito ha presentato un disegno di legge sul tema, che attualmente si trova in una fase avanzata del suo iter.
Pirondini ha lanciato un appello al Governo affinché dimostri buona volontà per permettere di trasformare questa esperienza in una legge valida per l’intero territorio nazionale. L’obiettivo è fare in modo che il modello genovese possa essere replicato in tutta Italia.
Il senatore ha tenuto a precisare che il progetto degli asili musicali non nasce con l’obiettivo di formare necessariamente musicisti professionisti, ma per utilizzare la musica come straordinario strumento sociale ed educativo. Avvicinare i bambini all’arte, alla cultura e alla bellezza già nella fascia d’età 0-6 anni significa offrire loro opportunità fondamentali di crescita.
A sostegno dell’iniziativa, Pirondini ha richiamato gli studi scientifici che dimostrano come il contatto con la musica fin dalla prima infanzia favorisca lo sviluppo cognitivo, migliori l’apprendimento e aiuti i bambini a relazionarsi con gli altri, sviluppando sensibilità, empatia e umanità. Qualità di cui oggi la società ha più bisogno che mai.
Il Movimento 5 Stelle ha ribadito l’impegno a continuare a lavorare perché il modello genovese possa crescere ulteriormente nel capoluogo ligure e diventare un’esperienza strutturale a livello nazionale.
