Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle Antonio Caso ha sollevato una questione critica riguardante i dirigenti scolastici, denunciando l’eliminazione nella legge di bilancio 2026 della clausola che tutelava i vincitori del concorso ordinario per dirigenti scolastici.
Secondo quanto dichiarato dal parlamentare pentastellato, la nuova normativa ha cancellato la garanzia che prevedeva il reintegro dei posti precedentemente sottratti ai vincitori della selezione ordinaria. Si tratta di una modifica delle regole avvenuta a concorso già concluso, che secondo Caso mette in discussione il principio del merito e genera un’evidente ingiustizia nei confronti di coloro che hanno superato regolarmente la selezione pubblica.
Per affrontare la questione, il deputato ha annunciato di aver presentato un’interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Istruzione e del Merito, chiedendo chiarimenti e interventi correttivi sulla situazione.
La controversia ha origine da una deroga introdotta nel 2024, che aveva permesso di utilizzare in misura maggiore la graduatoria del concorso straordinario per dirigenti scolastici. Tuttavia, questa disposizione conteneva una previsione specifica: i posti temporaneamente sottratti al contingente del concorso ordinario sarebbero dovuti essere restituiti negli anni seguenti.
Con l’approvazione dell’ultima manovra finanziaria, questa garanzia di restituzione è venuta meno, creando una situazione di penalizzazione per i vincitori del concorso ordinario. La modifica normativa rischia inoltre di generare nuove disparità territoriali nella distribuzione degli incarichi dirigenziali nelle scuole italiane.
Il rappresentante del Movimento 5 Stelle ha chiesto al governo di correggere quella che definisce una scelta sbagliata, invocando il ripristino integrale dei posti che erano stati sottratti ai vincitori del concorso ordinario. Caso ha sottolineato l’inaccettabilità di una situazione in cui, dopo aver superato una selezione pubblica secondo le regole prestabilite, i partecipanti si trovino di fronte a normative modificate successivamente e a diritti fondamentali messi in discussione.
