(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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È aberrante quanto emerge dall’istituto tecnico industriale ‘Enrico Fermi’ di Modena in cui, dopo i casi registrati negli istituti Giulio Cesare e Carducci e Vallisneri, è stata scoperta una nuova ‘lista degli stupri’ nei bagni scolastici, un elenco di studentesse bersaglio di messaggi di violenza.
Di fronte a questo quadro, non possiamo nasconderci dietro silenzi o dichiarazioni di circostanza, nè è più possibile ridurre la questione a una segnalazione episodica o a una serie di interventi tampone.
In questa dinamica drammatica, la parola chiave è educazione affettiva, tema che ho già affrontato in un disegno di legge a mia prima firma.
È inconcepibile che, nonostante i segni evidenti, il dibattito pubblico non riesca a superare le resistenze ideologiche e a riconoscere l’urgenza di introdurre in modo sistemico l’educazione affettiva nelle scuole di ogni ordine e grado.
Mi domando: quante testimonianze ancora servono per capire che l’educazione non può limitarsi a una campagna di sensibilizzazione una tantum, ma deve essere inclusa nel tessuto curricolare, con programmi stabili di alfabetizzazione emotiva, di prevenzione della violenza e di promozione di relazioni rispettose?
Tutto ciò porta alla promozione di relazioni rispettose che generano la prevenzione della violenza.
La scuola non è solo luogo di apprendimenti accademico: è lo spazio fondante della nostra vita democratica, è dove si forgiano i cittadini di domani, capaci di riconoscere la violenza e di reagire in modo civile, solidale e fermo.
Ora più che mai chiediamo al governo di dimostrare coraggio e concretezza.
In questa cornice, applaudiamo gli studenti che hanno avuto il coraggio di segnalare questa vergogna e che hanno denunciato e proposto un’assemblea di istituto per discutere di violenza di genere e di educazione affettiva.
È la prova tangibile che, quando lo Stato è assente, la responsabilità civica e l’impegno collettivo possono comunque operare cambiamenti, sebbene restiamo sconcertati innanzi all’ignavia di questo Governo.
Così la senatrice M5S Vincenza Aloisio.
