(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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La pronuncia di ieri del Tar, che ha definito illegittima la precettazione dello sciopero del settore dei trasporti ferroviari dello scorso novembre, non destano alcuno stupore.
Il Tar ha semplicemente confermato che Salvini in qualità di Trasporti non può fare come gli pare e comprimere i diritti dei lavoratori.
Il problema del vicepremier non è quel poco che fa, praticamente quasi sempre sbagliato, ma ciò che non fa.
Il 2026 è iniziato da 23 giorni e già sono migliaia le ore di ritardo accumulate dai nostri treni sui binari, e la responsabilità non è di sicuro degli scioperi.
Disagi, ore di lavoro perse, scarsa informazione: nelle nostre stazioni regna sempre l’approssimazione e lui non se ne cura.
Così come non ci è sembrato così sollecito sulle numerose interruzioni ferroviarie al Sud dopo il passaggio devastante dell’uragano “Harry”.
Tra Calabria e Sicilia lui continua a spingere il delirio del ponte sullo Stretto, ma tutto quello che intorno già c’è non sembra affar suo.
Col governo Meloni i trasporti dopo tre anni sono conciati peggio di ogni previsione.
Così in una nota la capogruppo M5s in commissione Lavori Pubblici e Trasporti al Senato Gabriella Di Girolamo.
