Di Luca Franceschi
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Il deputato del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali e Coordinatore del Comitato Salute e Inclusione Sociale del M5S ha lanciato un duro attacco alle politiche sanitarie del governo Meloni, evidenziando come continuino ad arrivare giudizi fortemente negativi da organismi autorevoli.
Da una parte la Corte dei Conti ha certificato una spesa inferiore di due miliardi rispetto a quanto era stato annunciato solo sei mesi prima nel Documento Programmatico di Finanza Pubblica di ottobre. Dall’altra, la Fondazione GIMBE ha tracciato un quadro drammatico delle conseguenze derivanti dall’ultimo DFP.
L’analisi del Presidente Cartabellotta dimostra che non esiste alcuna inversione di tendenza sulla spesa sanitaria, che resta bloccata al 6,4% del PIL dal 2026 al 2029. Come se ciò non bastasse, continua ad allargarsi il divario con il finanziamento pubblico, che nel triennio 2027-2029 supererà i 30 miliardi di euro.
Queste cifre comporteranno conseguenze drammatiche per i conti delle Regioni, che si troveranno di fronte al solito dilemma: aumentare la pressione fiscale oppure tagliare i servizi. In entrambi i casi, a pagare saranno sempre i cittadini, che finiranno per sostenere costi maggiori o per veder ridotti i propri diritti.
Secondo il parlamentare pentastellato servirebbero investimenti consistenti nella legge di bilancio, all’opposto delle manovre lacrime e sangue proposte finora dal governo. Non esistono scuse che possano giustificare questa situazione: da chi destina briciole alla sanità e contemporaneamente aumenta la spesa per le armi di un miliardo al mese, non si possono accettare giustificazioni.
