(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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“I dati diffusi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per la Regione Europea delineano un quadro drammatico che non può più essere ignorato: una persona su sei soffre di disturbi mentali, eppure un paziente su tre non riceve cure adeguate. Non stiamo parlando di fredde statistiche, ma della vita di milioni di cittadini lasciati soli di fronte a sofferenze profonde, aggravate da un sistema sanitario ormai al collasso.
Il dato più grave riguarda certamente i giovani e i giovanissimi: il suicidio è anche la principale causa di morte tra i 15 e i 29 anni e oltre 120mila persone muoiono per suicidio ogni anno, ovvero oltre 300 suicidi al giorno.
È un’emergenza che andrebbe affrontata, e invece il numero di operatori sanitari di settore scende ogni anno: al 2024, la Regione Europea contava 9,9 psichiatri, 28,4 infermieri di salute mentale e 9,3 psicologi ogni 100mila abitanti.
Mentre le istituzioni internazionali ci chiedono investimenti mirati e strategie a lungo termine, il governo Meloni risponde con un silenzio assordante, misure spot o bonus con fondi irrisori che coprono una minima parte del fabbisogno reale, lasciando scoperte le fasce più deboli della popolazione.
Servono campagne di sensibilizzazione e ancora di più un serio e costante monitoraggio sulla salute mentale dei giovanissimi nelle scuole.
La salute mentale non è un tema di nicchia né una fragilità individuale: è una misura della tenuta democratica e sociale di un Paese. Continuare a trattarla come un’emergenza occasionale significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile, esclusa dal diritto alla cura e all’ascolto.
Serve un cambio di paradigma: portare la salute mentale fuori dall’eccezione e dentro le politiche ordinarie, a partire dalle scuole, dai territori e dai servizi di prossimità. Investire in prevenzione, monitoraggio e informazione non è una concessione, ma un dovere pubblico. Ogni ritardo ha un costo umano che non possiamo più permetterci di pagare nel silenzio”.
Lo scrive in una nota Orfeo Mazzella, senatore del Movimento 5 Stelle e vicepresidente della Decima Commissione di Palazzo Madama.
