Di Luca Franceschi
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Il Governo avrebbe inserito una norma controversa sulla sanità all’interno del decreto legge sui commissari, un provvedimento che si occupa prevalentemente di grandi opere infrastrutturali come il ponte sullo Stretto, il traforo del Gran Sasso, la linea C della metropolitana di Roma, le concessioni demaniali e la sicurezza dei ponti.
Secondo quanto denunciato dalla Capogruppo del Movimento 5 Stelle in Commissione Affari Sociali alla Camera, si tratterebbe di un articolo deliberatamente nascosto nel provvedimento per evitare un dibattito approfondito nella Commissione parlamentare competente.
La norma in questione prevede che l’autorizzazione all’esercizio di sale operatorie e strutture sanitarie scatti automaticamente con la semplice presentazione della domanda. I controlli sui requisiti minimi di sicurezza verrebbero effettuati soltanto entro dodici mesi successivi.
Nella pratica, questo significherebbe che si potrebbero iniziare a operare pazienti prima ancora che le autorità sanitarie abbiano verificato il rispetto degli standard minimi autorizzativi. Una scelta definita irresponsabile e pericolosa, trattandosi di controlli essenziali per garantire la sicurezza dei cittadini.
Il parallelismo utilizzato è eloquente: nessuno accetterebbe di attraversare un ponte sapendo che il collaudo strutturale verrà effettuato un anno dopo la sua apertura al traffico. Per quale motivo, quindi, si dovrebbe accettare lo stesso principio quando si parla di una sala operatoria.
L’obiettivo del Governo sarebbe quello di accelerare sulla spesa delle risorse del PNRR, scaricando però i rischi derivanti da questa accelerazione direttamente sui pazienti. Non si tratterebbe peraltro del primo tentativo: una misura analoga era già stata inserita nel decreto PNRR, ma grazie all’opposizione parlamentare il Governo era stato costretto a fare marcia indietro.
Oggi la stessa norma viene riproposta in un contesto diverso, probabilmente perché l’Esecutivo si trova all’ultimo momento, dopo quattro anni di gestione ritenuta fallimentare delle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, senza essere riuscito a rispettare le scadenze previste.
È stato presentato un ordine del giorno per chiedere la modifica immediata della norma, ma la maggioranza ha espresso parere contrario. Autorizzare sale operatorie senza controlli preventivi viene considerato inaccettabile dal punto di vista della tutela della salute pubblica.
L’invito rivolto al Governo è quello di assumersi la piena responsabilità politica di questa scelta, mentre chi ha votato a favore dovrebbe essere consapevole di aver approvato una norma che potrebbe mettere concretamente a rischio la sicurezza dei pazienti.
