Di Luca Franceschi
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I recenti dati epidemiologici del 2024, pubblicati dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, mettono in evidenza un preoccupante incremento delle infezioni sessualmente trasmissibili in Europa. Si tratta dei livelli più elevati registrati nell’ultimo decennio, una situazione che richiede un’attenzione immediata da parte delle istituzioni.
Particolarmente allarmante risulta l’aumento di queste infezioni tra i giovani e gli adolescenti. Il fenomeno è collegato a diversi fattori: la riduzione della percezione del rischio tra le nuove generazioni, lo scarso utilizzo di strumenti di protezione durante i rapporti sessuali e l’insufficiente diffusione di percorsi di educazione alla salute sessuale e affettiva nelle scuole e nei contesti formativi.
Nel nostro Paese la situazione non è meno preoccupante. Solo nel 2024 sono state registrate 2379 nuove diagnosi di HIV in Italia, un numero che testimonia la necessità di interventi urgenti e strutturati.
Secondo diversi esperti del settore sanitario, esistono importanti criticità nell’accesso ai test diagnostici, nella prevenzione a livello territoriale e nelle attività informative rivolte ai minori e ai giovani adulti. A ciò si aggiungono forti diseguaglianze territoriali e sociali che limitano l’accesso ai servizi di prevenzione, creando una situazione a macchia di leopardo sul territorio nazionale.
Per rispondere a questa emergenza sanitaria, il deputato del Movimento 5 Stelle Alfonso Colucci ha presentato un’interrogazione parlamentare indirizzata ai ministri della Salute e dell’Istruzione e del merito. L’obiettivo è ottenere chiarimenti sui dati aggiornati in possesso del governo su questo tema e conoscere le azioni concrete che l’esecutivo intende intraprendere.
Le richieste avanzate nell’interrogazione si articolano su due fronti principali. Da un lato si chiede di rafforzare la prevenzione, lo screening e la diagnosi precoce delle infezioni sessualmente trasmissibili. Dall’altro si sollecita il governo a garantire uniformità dei livelli di prevenzione e assistenza su tutto il territorio nazionale, superando le attuali disparità.
L’interrogazione propone inoltre che l’esecutivo promuova programmi di informazione e sensibilizzazione sulla salute sessuale, sulla prevenzione delle infezioni e sull’uso consapevole degli strumenti di protezione. Questi programmi dovrebbero essere realizzati nel rispetto delle competenze scolastiche e della libertà educativa delle famiglie, coinvolgendo tutti gli attori del sistema educativo in un’azione coordinata e capillare.
