Di Luca Franceschi
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La senatrice del Movimento 5 Stelle Vincenza Aloisio ha lanciato un allarme sulla grave carenza di medici di famiglia che sta colpendo il nostro Paese, definendo la situazione un vero e proprio collasso della medicina territoriale.
Secondo i dati diffusi dalla Fondazione Gimbe, il sistema sanitario nazionale sta vivendo una crisi senza precedenti con oltre 5.700 medici di famiglia mancanti all’appello. Le carenze strutturali interessano diciotto Regioni italiane, configurandosi come un’emergenza nazionale che sta privando milioni di cittadini del primo e più importante presidio di assistenza sanitaria.
La parlamentare pentastellata ha puntato il dito contro le politiche della maggioranza di centrodestra, accusata di proseguire sulla strada del sottofinanziamento cronico e delle privatizzazioni striscianti, invece di investire risorse adeguate per incentivare la professione medica e sbloccare il turn-over necessario per tutelare la salute pubblica.
Aloisio ha sottolineato come la mancanza di medici di famiglia non rappresenti soltanto una questione numerica, ma comprometta gravemente l’assistenza di base e il fondamentale rapporto di fiducia tra paziente e medico. La figura del medico di base viene definita cruciale per il sistema sanitario, essendo il professionista chiamato a sensibilizzare i cittadini riguardo alla necessità di vaccinazioni e controlli sanitari preventivi.
La situazione appare particolarmente critica nelle città meridionali, dove negli ultimi mesi si è registrata una significativa riduzione della disponibilità di medici liberi. Questa carenza costringe i cittadini a spostarsi in località lontane per ricevere l’assistenza sanitaria di base, con la prospettiva inaccettabile di dover percorrere più di un chilometro per incontrare il proprio medico.
La senatrice ha concluso il suo intervento definendo la carenza di medici di famiglia come il risultato diretto di politiche scellerate che mortificano i professionisti della sanità e scaricano i disservizi direttamente sulle spalle dei soggetti più fragili e degli anziani, chiedendo un immediato cambio di passo per invertire questa tendenza preoccupante.
