Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco, vicepresidente e responsabile delle politiche economiche e fiscali del Movimento 5 Stelle nonché componente della Commissione d’inchiesta sul sistema bancario, ha lanciato un duro attacco al Governo Meloni per la gestione delle operazioni finanziarie che stanno coinvolgendo i principali gruppi bancari italiani.
Dalla fine del 2024, secondo Turco, l’esecutivo ha deciso di assumere il ruolo di un vero e proprio “Governo-banchiere”, intervenendo in modo diretto negli equilibri del settore creditizio e alimentando un risiko bancario che continua a generare conseguenze e situazioni di incertezza.
Il parlamentare pentastellato ha ricordato come la cessione di quote significative di Monte dei Paschi di Siena a cordate ritenute vicine all’esecutivo, come quelle facenti capo a Caltagirone e Del Vecchio, sia avvenuta attraverso modalità che hanno sollevato dubbi e perplessità, tanto da finire ora sotto la lente della magistratura.
Questa operazione iniziale ha innescato una reazione a catena che ha travolto non solo Mps, ma anche altri colossi del settore finanziario come Mediobanca e Generali, insieme ad altri importanti gruppi bancari e assicurativi del Paese.
Il risultato di questa strategia, osserva Turco, è evidente a tutti. Quello che nelle intenzioni governative avrebbe dovuto rappresentare il fulcro di un nuovo assetto finanziario nazionale si è trasformato invece nell’epicentro di uno scontro tra diverse cordate e gruppi in competizione tra loro.
Ora è iniziata una seconda ondata di questo risiko bancario e l’esecutivo, denuncia il senatore del M5S, continua a non chiarire se esista e quale sia la propria strategia industriale, né quali interessi nazionali intenda concretamente difendere.
Il Movimento 5 Stelle ribadisce di non parteggiare per nessuna banca o cordata in particolare. La priorità, per i pentastellati, rimane la difesa del risparmio degli italiani, la protezione dei lavoratori impiegati nel settore creditizio, la salvaguardia della concorrenza nel mercato e il supporto all’economia reale.
Mentre si susseguono offerte, controfferte e operazioni dal valore di miliardi di euro, il Paese deve continuare a confrontarsi con una crescita economica ferma allo zero, una produzione industriale in diminuzione e salari reali che non sono ancora riusciti a recuperare le perdite accumulate durante il periodo dell’alta inflazione.
Il M5S si dichiara disponibile a valutare nel merito le proposte che verranno avanzate, ma solo se i protagonisti di questa nuova fase del risiko bancario saranno in grado di assicurare una maggiore tutela del risparmio, una maggiore concorrenza sul mercato del credito, un sostegno più consistente alle famiglie e alle imprese e garanzie più solide per i lavoratori del comparto.
Le dimensioni economiche delle operazioni attualmente in corso, conclude Turco, rappresentano l’ennesima dimostrazione dell’enorme quantità di extraprofitti accumulati dal sistema bancario negli ultimi anni. Si tratta di guadagni straordinari sui quali il Governo ha solo finto di intervenire, ma che andrebbero tassati seriamente per fornire sostegno alle famiglie, ai lavoratori e alle piccole imprese colpite dall’inflazione e dall’incremento del costo del credito.
