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M5S – MOVIMENTO 5 STELLE * PARLAMENTO: «RISIKO BANCHE, TURCO (M5S): COLOSSALE MESSINSCENA SU MPS, GOVERNO COMPLICE»

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15.01 - giovedì 16 aprile 2026

Di Luca Franceschi
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Il senatore Mario Turco del Movimento 5 Stelle ha denunciato quella che definisce “una colossale messinscena” intorno alle nomine di Monte dei Paschi di Siena, accusando il governo di essere complice di un’operazione di facciata.

Secondo il vicepresidente del M5S e componente della Commissione parlamentare di inchiesta sul sistema bancario, la conferma di Luigi Lovaglio alla guida della banca senese rappresenterebbe un tentativo di nascondere le vere dinamiche in corso. Lovaglio, manager già indicato in passato dal ministro Giorgetti, è considerato una figura centrale nella strategia che ha portato Mps al centro del risiko bancario.

La vicenda viene presentata come una spaccatura tra diversi azionisti e centri di potere, configurandosi apparentemente come una sconfitta dell’asse Caltagirone-Meloni che avrebbe sostenuto il profilo alternativo di Fabrizio Palermo, espressione della lista del consiglio di amministrazione uscente.

Turco sostiene però che si tratti di una rappresentazione ingannevole, il cui vero obiettivo sarebbe quello di accreditare questa presunta spaccatura per allontanare le ombre dell’inchiesta della procura di Milano. L’indagine coinvolge Caltagirone, Lovaglio e Milleri, numero uno di Delfin, per presunto concerto nell’utilizzo di Mps come strumento per scalare Mediobanca e, a cascata, Generali.

Il senatore pentastellato evidenzia come la tesi di una frattura netta non sia credibile. Tra i sostenitori della lista che conferma Lovaglio figurano infatti Delfin e Banco Bpm, protagonisti anche dell’acquisizione dei pacchetti azionari Mps collocati dal Ministero dell’economia alla fine del 2025. A questi si sono aggiunti Anima, sempre controllata da Banco Bpm, e il gruppo Caltagirone.

Si tratterebbe quindi di soggetti diversi ma tutti riconducibili a un preciso piano di riassetto degli equilibri finanziari nazionali che, attraverso lo snodo decisivo di Mps, punterebbe dritto a Generali. Per questo motivo, secondo Turco, diventa sempre più urgente chiarire le complicità del governo in questa partita.

Il Movimento 5 Stelle denuncia da tempo come il governo Meloni abbia ceduto le residue partecipazioni pubbliche in Mps a cordate finanziarie definite “amiche”, molto più granitiche di quanto si voglia far apparire oggi. Questa cessione sarebbe avvenuta senza spiegare in modo trasparente quale fosse l’interesse strategico nazionale perseguito e quale beneficio concreto ne derivasse per il sistema produttivo, per i lavoratori e per il risparmio degli italiani.

La critica si concentra sul fatto che Mps è una banca risanata con 12 miliardi di euro dei contribuenti, e la sua privatizzazione dovrebbe rispondere a criteri di trasparenza e interesse nazionale. Il punto politico, conclude Turco, resta intatto indipendentemente dagli sviluppi giudiziari della vicenda.

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