Di Luca Franceschi
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Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di Vigilanza Rai hanno risposto duramente alle dichiarazioni di Francesco Storace pubblicate sul quotidiano Il Tempo.
Meno male che Storace è stato Presidente della Vigilanza Rai, altrimenti leggendo quanto scrive oggi si sarebbe potuto pensare che fosse un ignorante. Invece si tratta solo di una cialtronata filogovernativa, secondo i pentastellati.
Storace arriva perfino a ridicolizzare lo sciopero della fame di Giachetti pur di difendere uno spettacolo indegno: una maggioranza che tiene bloccata la Vigilanza Rai ignorando i richiami del Presidente Mattarella e le regole parlamentari.
Storace sa benissimo che i due terzi servono a costruire un accordo con le opposizioni, non a imporre un nome e pretendere obbedienza. Quando il nome di Riccardo Ricciardi trovò il muro della maggioranza, si aprì un confronto politico e si arrivò a Barbara Floridia.
Oggi invece sul nome di Agnes il muro lo alzano loro, ma guai se l’opposizione fa eccezioni: allora diventa ricatto.
La verità è che questo stallo fa comodo al governo: Vigilanza bloccata, niente discussione sui guai di TeleMeloni come ad esempio il piano immobiliare lacrime e sangue che prepara la svendita dei gioielli di famiglia della Rai, con l’azienda costretta perfino a far leggere le veline nei telegiornali.
Perché non si occupa di questo Francesco Storace, si chiedono dal M5S. Lo sa che mentre i suoi amici Filini e Montaruli se ne stanno comodi a casa senza mettere piede in vigilanza, lunedì prossimo i rappresentanti del Movimento saranno a Venezia al fianco di chi protesta contro la vendita della sede Rai?
E che la maggioranza idolatrata da Storace ha impedito le visite nelle sedi Rai, tanto che ieri la presidente Floridia si è recata al teatro delle Vittorie di Roma, che i suoi amici che gestiscono la Rai vogliono svendere, da sola in qualità di presidente?
No, Francesco Storace queste cose non le sa. Perché quando ci si riduce a fare il trombettiere del governo, alcune informazioni si perdono per strada. E si finisce per dare del cialtrone agli altri, ma in realtà ci si sta solo guardando allo specchio.
