(Il testo seguente è tratto integralmente dalla nota stampa inviata all’Agenzia Opinione) –
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Gli esponenti del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai hanno sollevato questioni di grande rilevanza riguardo ai collegamenti tra politica, cybersicurezza e informazione televisiva.
“Ieri sera Report ha svelato che uno dei due israeliani che incontrarono gli uomini della società Equalize nella loro sede di Milano sarebbe stato Arik Ben Haim, imprenditore nel campo della cybersicurezza ritenuto un ex dirigente del Mossad e all’epoca partner di Cyberealm, la società di cui Maurizio Gasparri era presidente senza averlo mai comunicato al Senato, incarico da cui è dovuto dimettersi solo dopo che Report lo ha beccato.
Ebbene, tale personaggio sarebbe stato lì per vendere a Equalize un dossier sulle società anche italiane che commerciavano petrolio iraniano sotto embargo, un database che si sarebbe dovuto comprare per 100 mila euro e magari rivendere a prezzi gonfiati.
Ora davanti a uno scenario di simile gravità, cosa farà Maurizio Gasparri? L’uomo delle interrogazioni sui “presunti” dossier del consulente delle procure e di Report, Bellavia, adesso la presenterà sul suo ex ‘socio’ in affari?
Mentre ci pensa gli diciamo che può stare tranquillo perché la presenteremo noi cercando di conoscere anche il ruolo che può avere eventualmente avuto la società di cui Gasparri era presidente.
Comunque se Gasparri vuole proprio fare un’interrogazione gliene suggeriamo un altro: la presenza in RAI, in particolare nelle trasmissioni di Massimo Giletti e Salvo Sottile, di Gino Zavalani di Esperia, una rete di condizionamento dell’opinione pubblica riconducibile a una società di proprietà, della compagna di uno dei più stretti collaboratori di Meloni, Tommaso Longobardi.
Anche qui visto che il grafomane Gasparri probabilmente stavolta starà fermo, presenteremo noi un’interrogazione in Commissione di Vigilanza RAI.
Il canone lo paghiamo tutti, non per vedere passerelle di influencer manipolati da lobby o interessi particolari, ma per un’informazione che serva davvero la collettività e la democrazia.
Se Gasparri vorrà aggiungere la sua firma a queste interrogazioni, la accettiamo senza problemi”.
