Di Luca Franceschi
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Il Movimento 5 Stelle ha depositato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai per fare chiarezza sulla questione della tutela legale ai giornalisti del servizio pubblico, con particolare riferimento al caso che ha coinvolto Sigfrido Ranucci e il ministro Nordio.
L’iniziativa nasce anche alla luce di quanto riportato dal Corriere del Veneto, secondo cui l’imprenditore Roberto Cavazzana avrebbe querelato la trasmissione Report per l’inchiesta realizzata sul cantiere navale Vittoria. Si tratta dell’ennesimo episodio che si inserisce in un clima caratterizzato dal continuo ricorso a querele annunciate e rivendicate pubblicamente da ministri ed esponenti del Governo, con evidenti conseguenze sulla libertà di stampa.
La vicenda specifica riguarda alcune dichiarazioni del conduttore di Report su una notizia ancora in fase di verifica, dopo le quali si è arrivati addirittura a ipotizzare che la Rai potesse negargli la tutela legale in caso di querela. Una prospettiva che ha sollevato forti preoccupazioni nel gruppo pentastellato.
Nell’interrogazione presentata, i rappresentanti del M5S chiedono all’azienda di viale Mazzini di chiarire con quali regole e su quali basi contrattuali un giornalista del servizio pubblico possa essere lasciato senza assistenza legale per il lavoro svolto in trasmissione. Viene inoltre richiesto di spiegare su cosa si fondassero le dichiarazioni di Salvo Sottile, che durante la trasmissione Far West aveva sostenuto la correttezza di una simile scelta, e se in passato altri giornalisti Rai siano stati trattati allo stesso modo.
Gli esponenti del Movimento 5 Stelle sottolineano che, sebbene il ministro Nordio abbia già dichiarato che non farà causa a Ranucci, non deve passare in alcun modo il principio secondo cui un cronista d’inchiesta possa essere lasciato solo davanti alle querele del potere politico. Il rischio concreto, avvertono, è quello di un enorme effetto intimidatorio sulla libertà di informazione.
La conclusione del comunicato evidenzia come non tutti i giornalisti abbiano le spalle larghe come Sigfrido Ranucci, rendendo ancora più urgente la necessità di tutelare chi fa informazione all’interno del servizio pubblico radiotelevisivo.
