Di Luca Franceschi
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L’onorevole Dolores Bevilacqua, esponente del Movimento 5 Stelle in commissione di vigilanza Rai, ha lanciato un duro attacco contro l’amministratore delegato Giampaolo Rossi, accusandolo di aver deliberatamente distrutto Rai 3 e di vantarsene pubblicamente.
Secondo la parlamentare pentastellata, quello che definisce il fenomeno TeleMeloni aveva ancora un capitolo da mostrare: un vertice aziendale che si dichiara orgoglioso di aver smantellato una rete del servizio pubblico.
La critica si concentra sull’approccio seguito da Rossi che, invece di concentrarsi su qualità dei contenuti e dati d’ascolto, avrebbe lavorato per destrutturare ideologicamente la rete, continuando a chiamarla con l’appellativo “Tele Kabul”, espressione che tradisce secondo Bevilacqua una mentalità da “boomer cresciuto a Colle Oppio”.
L’esponente M5S sottolinea come il vanto dell’amministratore delegato consista nell’aver allontanato professionisti capaci di ottenere buoni risultati in termini di audience.
Al loro posto sarebbero arrivati, secondo l’accusa, volti vicini a Fratelli d’Italia che percepiscono compensi dal denaro pubblico pur registrando ascolti molto bassi.
Bevilacqua cita esplicitamente i nomi di Antonino Monteleone, Luca Barbareschi, Silos Labini, Incoronata Boccia, Salvo Sottile e Tommaso Cerno, quest’ultimo indicato come ospite fisso della rete.
La parlamentare solleva quindi una questione economica, chiedendo quanto costino effettivamente questi professionisti e quale sia il ritorno effettivo in termini di ascolti.
Il confronto con La7 diventa particolarmente impietoso: l’emittente privata avrebbe quasi raggiunto Rai 3 negli indici d’ascolto, superandola spesso nella fascia della prima serata.
Bevilacqua conclude con una considerazione severa: in qualsiasi altra azienda una dirigenza con questi risultati sarebbe stata sostituita da tempo.
Invece, grazie alla copertura garantita dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i vertici attuali avrebbero portato al declino una rete storica del servizio pubblico, arrivando addirittura a rivendicare pubblicamente questa linea d’azione.
