Di Luca Franceschi
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Il quotidiano Domani ha pubblicato alcune chat interne che sarebbero attribuite a dirigenti locali di Fratelli d’Italia in Trentino. All’interno di queste conversazioni compaiono frasi che, qualora fossero confermate, non potrebbero essere liquidate come semplici “battute private” ma rappresenterebbero espressioni di volgare antisemitismo.
È proprio su questo punto che Fratelli d’Italia si trova ad affrontare un cortocircuito politico di enormi proporzioni. Da anni infatti il partito guidato da Giorgia Meloni si presenta come la forza politica inflessibile nella lotta contro l’antisemitismo, anche per mascherare i silenzi e l’imbarazzo di fronte alle atrocità perpetrate dal governo criminale di Netanyahu a Gaza e nei territori occupati.
Ora la presidente del Consiglio Meloni si trova nuovamente, come già accaduto in passato, a scoprire che gli antisemiti si annidano proprio all’interno del suo partito. Si pone quindi una domanda cruciale: quale sarà la reazione?
La leader di Fratelli d’Italia deciderà di cacciare tutti i responsabili? Oppure sceglierà di tenerseli, così come ha fatto con coloro che hanno problemi giudiziari, come nel caso di Delmastro che ha aperto ristoranti con personaggi nell’orbita della Camorra?
Il riferimento è al ristorante dei Caroccia, che Delmastro aveva definito “carino” e dunque meritevole di un investimento che ha coinvolto anche altri esponenti dello stesso partito, mentre ricopriva la carica di sottosegretario alla giustizia. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile.
Queste le parole con cui il capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato Luca Pirondini ha commentato la vicenda.
