Di Luca Franceschi
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Il Governo Meloni non è più in grado di andare avanti secondo quanto dichiarato dal senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione d’inchiesta sulle banche. La sua analisi si basa sui dati preoccupanti emersi dalle proiezioni di crescita del PIL italiano per il 2026.
Esaminare la tabella dell’Ocse relativa alle stime di crescita economica italiana risulta particolarmente avvilente e allarmante. Dopo Confindustria, anche l’organizzazione internazionale ha ridotto drasticamente le previsioni, portandole a un misero +0,4%. Senza l’effetto residuo derivante dalla coda del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, questa percentuale si tradurrebbe in una recessione praticamente certa.
La posizione dell’Italia nella classifica internazionale è umiliante: il nostro Paese si colloca all’ultimo posto tra le nazioni del G20, superato da tutti gli altri Stati e aree economiche considerate nell’analisi. Il confronto con le altre economie mondiali evidenzia il drammatico ritardo italiano: il G20 nel complesso cresce del 3%, l’Eurozona dello 0,8%, così come Germania e Francia, mentre la Spagna raggiunge il 2,1%.
Anche confrontandosi con economie considerate meno sviluppate, l’Italia mostra performance deludenti. Il Regno Unito prevede una crescita dello 0,7%, l’Australia del 2,3%, il Canada dell’1,2%, il Giappone dello 0,9%. Tra i Paesi emergenti, la Corea del Sud cresce dell’1,7%, il Messico dell’1,3%, la Turchia del 3,3%. Gli Stati Uniti si attestano al 2%, l’Argentina al 2,8%, il Brasile all’1,5%.
Le performance delle potenze asiatiche rendono ancora più evidente il divario: la Cina prevede una crescita del 4,4%, l’India del 6,1%, l’Indonesia del 4,8%. Persino la Russia, nonostante le sanzioni internazionali, registra uno 0,6%, l’Arabia Saudita il 4% e il Sudafrica l’1,2%.
Secondo Turco, rappresenta una vera vergogna aver condotto il Paese verso questa situazione drammatica, che rischia di peggiorare ulteriormente a causa del possibile aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea.
Di fronte a questo scenario critico, il senatore richiama urgentemente Confindustria e tutte le associazioni imprenditoriali a non concentrarsi esclusivamente sulle singole misure, seppur insufficienti come il Decreto bollette o l’iperammortamento, ma a guardare oltre verso un piano di intervento emergenziale che non può essere ulteriormente procrastinato.
Il vicepresidente del M5S ritiene inoltre che, considerando questo scenario catastrofico, un ministro dell’economia responsabile dovrebbe presentarsi immediatamente in Parlamento per fornire spiegazioni e illustrare eventuali strategie di intervento.
La conclusione dell’analisi è drastica: la situazione economica italiana è definitivamente degenerata ed è completamente sfuggita a qualsiasi forma di controllo da parte dell’Esecutivo attualmente in carica.
