Di Luca Franceschi
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Gli eredi di Enrico Mattei avrebbero formalmente diffidato la Presidenza del Consiglio dei ministri dall’utilizzare il nome del loro congiunto in relazione al cosiddetto Piano Mattei. La notizia, emersa dalla stampa, ha spinto il Movimento 5 Stelle a presentare un’interrogazione parlamentare per fare chiarezza sulla questione.
Secondo quanto riferito dal deputato Alfonso Colucci, i familiari dell’ex presidente dell’ENI considererebbero il piano governativo non coerente con l’impostazione storica di autonomia energetica e di politica internazionale che aveva caratterizzato l’operato di Enrico Mattei.
Qualora la circostanza venisse confermata, ci si troverebbe di fronte a un fatto di particolare gravità istituzionale e politica. Non si tratterebbe infatti di una questione meramente comunicativa, ma di una vicenda che sconfessa la propaganda governativa sulla natura stessa del progetto, da sempre criticato dal Movimento 5 Stelle.
Per questo motivo è stata presentata un’interrogazione formale indirizzata alla presidente del Consiglio e al ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. L’obiettivo è verificare se sia effettivamente pervenuta la diffida degli eredi di Mattei e quali valutazioni intenda esprimere l’esecutivo sull’utilizzo della denominazione Piano Mattei a fronte di una eventuale opposizione formale della famiglia.
La questione solleva interrogativi sul rapporto tra l’eredità storica e politica di Enrico Mattei e le attuali scelte di politica estera ed energetica del governo italiano.
