Di Luca Franceschi
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La senatrice milanese del Movimento 5 Stelle Elena Sironi ha espresso dure critiche sul Piano Casa presentato dal governo Meloni, definendolo una narrazione lontana dalla realtà dei numeri e degli stanziamenti effettivi.
Secondo la parlamentare pentastellata, basterebbe leggere il testo del provvedimento per comprendere che la promessa dei dieci miliardi in dieci anni risulta priva di fondamento concreto.
Ciò che emerge con chiarezza dal Piano Casa è invece, secondo Sironi, l’ennesima occasione offerta agli speculatori del settore edilizio, in una dinamica già sperimentata a Milano con il controverso decreto Salva-Milano.
Il provvedimento prevede infatti un pacchetto di agevolazioni particolarmente vantaggioso per i privati che si impegneranno a realizzare edilizia a prezzi calmierati destinata alla cosiddetta fascia grigia della popolazione, ovvero quelle famiglie che non possono accedere agli alloggi popolari ma che risultano escluse anche dal mercato privato degli affitti e dei mutui a causa dei prezzi proibitivi.
Per questi operatori privati sono previste semplificazioni di ampia portata sul fronte urbanistico, corsie preferenziali amministrative con l’introduzione della SCIA in sostituzione del permesso di costruire, facilitazioni nei cambi di destinazione d’uso e deroghe alle normative urbanistiche vigenti.
La misura più contestata riguarda la possibilità di aumentare le volumetrie fino al 35% nel recupero di edifici situati in aree già urbanizzate, una previsione che la senatrice definisce ai limiti del far west edilizio.
Sironi solleva inoltre interrogativi cruciali sull’applicazione delle normative ambientali, chiedendosi se verrà rispettato il regolamento europeo sul ripristino della natura, che impone la restituzione del 20% del suolo degradato in ambito urbano entro il 2030, del 60% entro il 2040 e del 90% entro il 2050, temi sui quali il decreto risulta silente.
Altre questioni aperte riguardano gli oneri di urbanizzazione e il ritorno economico per le casse comunali derivante da questi progetti, con la conseguente preoccupazione su come garantire i servizi ai cittadini in assenza di adeguate risorse.
La senatrice del Movimento 5 Stelle conclude denunciando quello che definisce l’ennesimo guazzabuglio edilizio confezionato dal centrodestra, annunciando che il governo sarà chiamato a fornire spiegazioni dettagliate già in sede di audizioni parlamentari.
