Di Luca Franceschi
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La scomparsa di Carlin Petrini lascia un vuoto enorme nel pensiero ecologista, sociale e culturale del nostro Paese. Con Slow Food ha insegnato al mondo che il cibo non è soltanto nutrimento o consumo, ma un atto profondamente politico, economico e sociale, perché dietro ciò che portiamo in tavola ci sono diritti, lavoro, tutela della biodiversità, rispetto della terra e dignità delle comunità.
La sua visione di un cibo che deve essere buono, pulito e giusto per tutti è stata davvero rivoluzionaria. In un tempo dominato dalla logica dello sfruttamento e dell’omologazione, ha difeso le produzioni locali, i piccoli agricoltori, le tradizioni e la sostenibilità ambientale, indicando una strada concreta per un modello di sviluppo più equo.
Il suo insegnamento resta oggi più attuale che mai. È quanto dichiarato dalla vicecapogruppo M5S alla Camera Ilaria Fontana, in una nota diffusa dalla stessa.
